<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss'><id>tag:blogger.com,1999:blog-9168850608546808892</id><updated>2010-02-26T17:29:36.912+01:00</updated><title type='text'>I ragazzi dei '60</title><subtitle type='html'>Per chi si è formato negli anni '60, per chi è affezionato a quel periodo, per chi studia quel periodo.</subtitle><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9168850608546808892/posts/default'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://blog.nostalgiadei60.net/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><link rel='next' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9168850608546808892/posts/default?start-index=26&amp;max-results=25'/><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://blog.nostalgiadei60.net/atom.xml'/><author><name>bondenocom</name><uri>http://www.blogger.com/profile/18436688275305992679</uri><email>redazione@bondeno.com</email></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>90</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>25</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9168850608546808892.post-3712333607629110231</id><published>2010-02-24T18:48:00.002+01:00</published><updated>2010-02-24T19:03:06.970+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Debord'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='situazionismo'/><title type='text'>La società dello spettacolo</title><content type='html'>&lt;img src="http://fc.img.v4.skyrock.net/fcb/gillesbonafi/pics/2734112872_small_1.jpg" align="left" height="220" /&gt; DI GILLES BONAFI&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;In girum nocte et consumimur igni&lt;/i&gt; è un film francese di Guy Debord uscito nel 1978. Il titolo significa “Giriamo in tondo nel buio e siamo divorati dal fuoco”, ma c’è un segreto in questa frase e sta a voi scoprirlo...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Leggete « La Società dello spettacolo » (1967) di Guy Debord (1931-1994 : scrittore, poeta, cineasta e rivoluzionario francese) e soprattutto i « Commentari sulla società dello spettacolo » [“Commentaires sur la société du spectacle”]. Ecco la conclusione di quest’ultimo:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Analogamente, l’insediamento del dominio spettacolare è una trasformazione sociale cosi profonda da aver cambiato radicalmente l’arte di governare. Questa semplificazione, che ha dato così in fretta simili frutti nella pratica, non è stata ancora compresa teoricamente. Vecchi pregiudizi smentiti dappertutto, precauzioni diventate inutili e perfino tracce di scrupoli d’altri tempi sono ancora d’ostacolo nel pensiero di numerosi governanti a tale comprensione, che la pratica generale dimostra e conferma ogni giorno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non solo si fa credere agli assoggettati che si trovano ancora in larga misura in un mondo che è stato fatto sparire, ma a volte i governi stessi soffrono per certi versi della stessa incongruenza. Capita loro di pensare a un parte di ciò che hanno soppresso come se fosse irmasta reale e dovesse per ciò restare presente nei loro calcoli. Questo ritardo non si protrarrà molto. Chi ha potuto far tanto senza fatica andrà necessariamente oltre. Non si deve credere che coloro che non hanno capito abbastanza in fretta tutta la flessibilità delle nuove regole del loro gioco e la sua sorta di barbara grandezza possano mantenersi in modo duraturo, come un arcaismo, nei dintorni del potere reale. Il destino dello spettacolo non è certo di finire come un dispotismo illuminato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Occorre concludere che è imminente e ineluttabile un ricambio nella casta cooptata che gestisce il dominio e in particolare dirige la protezione di tale dominio. In tale campo, ovviamente, la novità non sarà mai esibita sulla scena dello spettacolo. Essa appare soltanto come il fulmine, che si riconosce unicamente dai suoi colpi. Questo ricambio, che concluderà in modo decisivo l’opera dei tempi spettacolari, si verifica con discrezione, pur riguardando persone già tutte collocate nella sfera del potere, come un complotto segreto. Selezionerà coloro che vi prenderanno parte in base a questa esigenza principale: che sappiano chiaramente di quali ostacoli sono liberati, e di che cosa sono capaci”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(&lt;a href="http://pagesperso-orange.fr/dumauvaiscote/commentaire4.htm"&gt;http://pagesperso-orange.fr/dumauvaiscote/commentaire4.htm&lt;/a&gt;)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Guy Debord è morto nel 1994, suicida o assassinato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;i&gt;Titolo originale: "In girum imus nocte et consumimur igni"&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fonte:  http://gillesbonafi.skyrock.com/&lt;br /&gt;&lt;a href="http://gillesbonafi.skyrock.com/2734112872-In-girum-imus-nocte-et-consumimur-igni.html"&gt;Link&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;24.12.2009&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di MARINA GERENZANI&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;N.d.A. La frase del titolo è un palindromo, vale a dire che si legge indifferentemente da destra e da sinistra e l'articolo riportato spiega perché in questo blog non si parla di spettacolo se non quando lo spettacolo ha a che fare col costume sociale e non col mero consumo.&lt;br /&gt;Ha ragione Debord quando intuisce, già nel 1967,  che lo spettacolo è consumo al quadrato e sottrae tempo alla vita vera.&lt;br /&gt;Il cerchio si chiude quando va in onda lo spettacolo della vita (artificiosa) nei reality show che oggi imperversano.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9168850608546808892-3712333607629110231?l=blog.nostalgiadei60.net' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://pagesperso-orange.fr/dumauvaiscote/commentaire4.htm' title='La società dello spettacolo'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9168850608546808892/3712333607629110231/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://blog.nostalgiadei60.net/2010/02/la-societa-dello-spettacolo.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9168850608546808892/posts/default/3712333607629110231'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9168850608546808892/posts/default/3712333607629110231'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://blog.nostalgiadei60.net/2010/02/la-societa-dello-spettacolo.html' title='La società dello spettacolo'/><author><name>bondenocom</name><uri>http://www.blogger.com/profile/18436688275305992679</uri><email>redazione@bondeno.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='00799287961581839952'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9168850608546808892.post-662134115487207468</id><published>2010-02-15T18:36:00.003+01:00</published><updated>2010-02-15T18:58:50.127+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Modena'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='arte moderna'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='pop art'/><title type='text'>Allen Jones</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.leninimports.com/allen_jones_gallery_4.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 512px; height: 404px;" src="http://www.leninimports.com/allen_jones_gallery_4.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=";font-family:Arial;font-size:85%;"  &gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.gnomiz.it/nexus/arte00/maro17.htm"&gt;Allen Jones e' nato nel 1937&lt;/a&gt;, ed e' entrato tra i grandi della &lt;a href="http://www.ibs.it/code/9788836609550/zzz1k1456/pop-art-1956-1968-catalogo.html"&gt;Pop Art &lt;/a&gt;negli anni '60 insieme a personaggi di spicco e di successo come &lt;a href="http://sigma.samsung.net/louvre/paint/auth/hockney/"&gt;David Hockney&lt;/a&gt; e &lt;a href="http://www.fi.muni.cz/%7Etoms/PopArt/Biographies/hamilton.html"&gt;Richard Hamilton&lt;/a&gt;, artisti che hanno contribuito enormemente a creare la mitica immagine della Londra "swing" fatta di creatività, contaminazione di linguaggi e trasgressione intellettuale giunta fino ai nostri giorni. Per tutti il nome di Allen Jones e' indissolubilmente legato a quella che e' diventata una sorta di icona del nostro tempo, quella di una sensualepin-up tratta dall'immaginario dell'illustrazione, dei pulp comics, e tradotta in linguaggio insieme ironico e accattivante; meno noti sono gli sviluppi ulteriori di questa poetica, ben documentati in mostra:mantenendo fede al suo spirito voyeuristico.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 51);font-family:Helvetica;" &gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://blog.nostalgiadei60.net/uploaded_images/jones-730467.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 266px; height: 400px;" src="http://blog.nostalgiadei60.net/uploaded_images/jones-730453.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 51);font-family:Helvetica;" &gt;&lt;big&gt;DIREZIONI A CONFRONTO: WALTER GUADAGNINI E FLAMINIO GUALDONI&lt;br /&gt;PER I CINQUANT'ANNI DELLA GALLERIA CIVICA DI MODENA&lt;br /&gt;&lt;/big&gt;&lt;small&gt;&lt;big&gt;&lt;big&gt;mercoledì 17 febbraio 2010, ore 18,30, Palazzo Santa Margherita&lt;/big&gt;&lt;/big&gt;&lt;/small&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 51);font-family:Helvetica;" &gt;&lt;small&gt;&lt;b&gt;&lt;big&gt;&lt;big&gt;&lt;br /&gt;&lt;/big&gt;&lt;/big&gt;&lt;/b&gt;&lt;/small&gt;------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------&lt;br /&gt;&lt;small&gt;&lt;br /&gt;&lt;/small&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 51);font-family:Helvetica;" &gt;&lt;small&gt;&lt;b&gt;Mercoledì 17 febbraio 2010 alle 18,30 &lt;/b&gt;presso la Sala Grande di&lt;b&gt; &lt;/b&gt;Palazzo Santa Margherita, in corso Canalgrande 103 a Modena, appuntamento con &lt;i&gt;&lt;b&gt;Direzioni a confronto&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;, prima conversazione pubblica con i protagonisti della vicenda culturale della Galleria Civica di Modena in occasione dei cinquant'anni dalla sua fondazione.&lt;br /&gt;&lt;/small&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 51);font-family:Helvetica;" &gt;&lt;small&gt;&lt;b&gt;Walter Guadagnini&lt;/b&gt; (direttore dal 1995 al 2004) e&lt;b&gt; Flaminio Gualdoni&lt;/b&gt;, (direttore dal 1988 al 1994) faranno il punto sulla &lt;/small&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 51);font-family:Helvetica;" &gt;&lt;small&gt;parte tematica relativa al periodo centrale di vita dell'istituto. Moderatore della serata &lt;/small&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 51);font-family:Helvetica;" &gt;&lt;small&gt;&lt;b&gt;Roberto Franchini&lt;/b&gt;, giornalista, Direttore dell'Agenzia d'Informazione e Ufficio Stampa della Regione-Emilia Romagna e Presidente della Fondazione San Carlo di Modena.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La presentazione del volume &lt;/small&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 51);font-family:Helvetica;" &gt;&lt;small&gt;&lt;i&gt;&lt;b&gt;Galleria Civica di Modena. Gli anni Duemila&lt;/b&gt;&lt;/i&gt; tenutasi il 12 febbraio scorso - &lt;/small&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 51);font-family:Helvetica;" &gt;&lt;small&gt;un libro centrato sull'ultima, importante, &lt;i&gt;tranche&lt;/i&gt; di lavoro dell'istituto civico - non poteva non offrire l'occasione per riflettere e rileggere, grazie alla voce dei protagonisti, l'intera vicenda culturale della Galleria Civica di Modena, dalla sua fondazione ad oggi. Diversi i protagonisti che nel corso degli anni &lt;/small&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 51);font-family:Helvetica;" &gt;&lt;small&gt; hanno contribuito a caratterizzare il ruolo, la &lt;i&gt;mission&lt;/i&gt;, le finalità e la fisionomia stessa della Galleria Civica e differenti, dunque, le linee progettuali: &lt;/small&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 51);font-family:Helvetica;" &gt;&lt;small&gt;&lt;b&gt;dal collezionismo&lt;/b&gt; agli &lt;b&gt;scambi&lt;/b&gt; e &lt;b&gt;collaborazioni&lt;/b&gt; con i principali musei e le più importanti istituzioni della scena contemporanea internazionale, dal &lt;b&gt;rapporto con gli artisti locali&lt;/b&gt;, alla scelta di &lt;b&gt;personali&lt;/b&gt; di artisti operanti nel campo del disegno, della fotografia, della contemporaneità, dalla &lt;b&gt;sperimentazione&lt;/b&gt; e &lt;b&gt;ideazione&lt;/b&gt; di eventi e performance, all'&lt;b&gt;istituzione&lt;/b&gt; e all'&lt;b&gt;incremento &lt;/b&gt;di esperienze nel campo della&lt;b&gt; didattica&lt;/b&gt;, per finire con l'attenzione rivolta alla &lt;b&gt;creatività giovanile&lt;/b&gt;.&lt;br /&gt;&lt;/small&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 51);font-family:Helvetica;" &gt;&lt;small&gt;&lt;br /&gt;Il ciclo di conversazioni si chiuderà &lt;b&gt;venerdì 5 marzo 2010&lt;/b&gt;, alle ore 21,00 con &lt;b&gt;Pier Giovanni Castagnoli&lt;/b&gt; (direttore dal 1982 al 1987), e &lt;b&gt;Angela Vettese&lt;/b&gt;, (direttrice dal 2005 al 2009). Moderatore della serata &lt;/small&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 51);font-family:Helvetica;" &gt;&lt;small&gt;&lt;b&gt;Michele Smargiassi&lt;/b&gt;, giornalista de la Repubblica.&lt;br /&gt;Le conferenza sono ad ingresso libero e gratuito.&lt;br /&gt;&lt;/small&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 51);font-family:Helvetica;" &gt;&lt;small&gt;&lt;br /&gt;&lt;/small&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 51);font-family:Helvetica;" &gt;&lt;small&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Note biografiche&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/small&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 51);font-family:Helvetica;" &gt;&lt;small&gt;&lt;b&gt;Walter Guadagnini&lt;/b&gt;  Nato a Cavalese, Trento, nel 1961, vive e lavora a Bologna dove, &lt;/small&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 51);font-family:Helvetica;" &gt;&lt;small&gt;dal 1992, &lt;/small&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 51);font-family:Helvetica;" &gt;&lt;small&gt;è titolare di una cattedra di Storia dell'Arte Contemporanea all'&lt;/small&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 51);font-family:Helvetica;" &gt;&lt;small&gt;Accademia di Belle Arti.&lt;/small&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 51);"&gt;&lt;span style="font-family:Helvetica;"&gt; D&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 51);font-family:Helvetica;" &gt;&lt;small&gt;ocente, critico, curatore indipendente, ha diretto la Galleria Civica di Modena, con la quale ha iniziato a collaborare nel 1986, dal 1995 al 2004. Sono decine e decine le mostre e gli eventi dedicati a protagonisti dell'arte contemporanea italiana e internazionale cui Guadagnini si dedica in questi anni.&lt;br /&gt;Dal 1995 cura la manifestazione internazionale biennale &lt;i&gt;Modena per la Fotografia&lt;/i&gt;. Tra le mostre curate per la Galleria si ricordano, &lt;/small&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 51);font-family:Helvetica;" &gt;&lt;small&gt;&lt;i&gt;Trilogia. Mimmo Paladino, Richard Artschwager, Olivier Richon&lt;/i&gt; (2004), &lt;/small&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 51);font-family:Helvetica;" &gt;&lt;small&gt;&lt;i&gt;Pop Art Uk. British Pop Art 1956-1972&lt;/i&gt; (2004), &lt;i&gt;Pop Art Italia 1958-1968&lt;/i&gt; (2005).&lt;br /&gt;E' presidente dal 2004 della Commissione Scientifica del Progetto Unicredit Group per l'arte contemporanea. Nel 2007 cura la mostra &lt;i&gt;Pop Art! 1956-1968&lt;/i&gt; alle Scuderie del Quirinale, Roma. Sempre nel 2007 è Commissaire Unique per la sezione italiana all'interno di Paris Photo, Parigi.&lt;br /&gt;E' autore di numerose pubblicazioni tra cui: il volume Fotografia, 2000, per l'editore Zanichelli Bologna; per lo stesso editore è in corso di pubblicazione il volume &lt;i&gt;Storia della fotografia del XX secolo&lt;/i&gt;. Ha collaborato, dal 1995 al 2003, come critico d'arte, per il quotidiano La Repubblica. Dal 2006 è responsabile della sezione fotografia de Il Giornale dell'Arte.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Flaminio Gualdoni&lt;/b&gt; (Cuggiono, Milano, 1954) Critico, giornalista, curatore, docente, dal 1980 insegna Storia dell'Arte all'Accademia di Belle Arti di Brera, Milano. Ha diretto la Galleria Civica di Modena dal 1988 al 1994, dal 1995 al 1999 i Musei Civici di Varese, nel 2005 e 2006 la Fondazione Arnaldo Pomodoro, Milano. E' commissario alla 44° Biennale di Venezia, 1990. Cura, tra le altre, mostre pubbliche di Osvaldo Licini, Gastone Novelli, Giuseppe Capogrossi, Salvatore Scarpitta, Mario Mafai, Jean Fautrier, Lucio Fontana, Enzo Cucchi, Urs Lüthi, Jaume Plensa, George Grosz, Piero Manzoni, Marino Marini, Arnaldo Pomodoro, Giacomo Manzù, Massimo Campigli, Leonardo Cremonini, André Villers, Antoni Tàpies, Meret Oppenheim. Dal 1985 collabora alle pagine culturali del "Corriere della Sera" e dal 2006 tiene la rubrica "Il criptico d'arte" in "Il Giornale dell'Arte". Tra il 2005 e il 2009 dirige la rivista "FMR" e nel 2007 fonda "La rivista bianca FMR". Ha collaborato con rubriche d'arte a "Il Giorno", "La domenica del Corriere", "Italia Oggi", "Gente", RAI Radio 2, RAI Radio 3. Per la trasmissione "Appunti di volo" di RAI Radio 3 nel 2002 gli è stato assegnato il "Premio Venezia alla Comunicazione" in occasione del 6° Salone dei beni e delle attività culturali, Venezia. E' stato tra i fondatori del gruppo [epidemiC], &lt;a class="moz-txt-link-abbreviated" href="http://www.epidemic.ws/"&gt;www.epidemic.ws&lt;/a&gt;, con il quale ha partecipato tra l'altro alla &lt;i&gt;49° Esposizione Internazionale d'Arte&lt;/i&gt;, &lt;i&gt;Platea dell'umanità&lt;/i&gt;, La Biennale, Venezia. Ha pubblicato, tra gli altri, i libri &lt;i&gt;Turcato&lt;/i&gt;, Ravenna, 1982; &lt;i&gt;Arte a Roma 1945-1980&lt;/i&gt;, Milano, 1988; &lt;i&gt;Le forme del presente&lt;/i&gt;, Torino 1997; &lt;i&gt;Arte Italiana del Novecento&lt;/i&gt;, Milano 1999; &lt;i&gt;Arte in Italia 1943-1999&lt;/i&gt;, Vicenza, 2000; &lt;i&gt;Il trucco dell'avanguardia&lt;/i&gt;, Vicenza 2001; &lt;i&gt;Arte classica&lt;/i&gt;, Milano 2007; &lt;i&gt;Arnaldo Pomodoro. Catalogo generale&lt;/i&gt;, Milano, 2007; &lt;i&gt;Una storia del libro&lt;/i&gt;, Milano, 2008,&lt;i&gt; Art, M&lt;/i&gt;ilano&lt;i&gt;,&lt;/i&gt; Skira, 2008.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/small&gt;&lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 51);font-family:Helvetica;" &gt;&lt;small&gt;Nella foto: &lt;i&gt;Pop Art Uk, British Pop Art 1956-1972&lt;/i&gt;, veduta della mostra alla Palazzina dei Giardini, 2004, con opere di A. Jones, E. Paolozzi, foto Maurizio Malagoli&lt;/small&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:Arial,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;span style="color: rgb(51, 51, 51);font-family:Helvetica;" &gt;&lt;small&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;/small&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 51);font-family:Helvetica;" &gt;&lt;small&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;Evento&lt;/b&gt; Direzioni a confronto: Walter Guadagni e Flaminio Gualdoni per i cinquant'anni della Galleria Civica di Modena con Roberto Franchini&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Sede&lt;/b&gt; Galleria Civica di Modena, Sala Grande di Palazzo Santa Margherita, corso Canalgrande 103, Modena&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Periodo&lt;/b&gt; 17 febbraio 2010, ore 18,30&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/small&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 51);font-family:Helvetica;" &gt;&lt;small&gt;&lt;b&gt;Organizzazione e Produzione&lt;/b&gt; Galleria Civica di Modena&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/small&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 51);font-family:Helvetica;" &gt;&lt;small&gt;&lt;br /&gt;&lt;/small&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 51);font-family:Helvetica;" &gt;&lt;small&gt;&lt;b&gt;Ingresso&lt;/b&gt; gratuito&lt;/small&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=";font-family:Arial;font-size:85%;"  &gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9168850608546808892-662134115487207468?l=blog.nostalgiadei60.net' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://it.wikipedia.org/wiki/Pop_art' title='Allen Jones'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9168850608546808892/662134115487207468/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://blog.nostalgiadei60.net/2010/02/allen-jones.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9168850608546808892/posts/default/662134115487207468'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9168850608546808892/posts/default/662134115487207468'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://blog.nostalgiadei60.net/2010/02/allen-jones.html' title='Allen Jones'/><author><name>bondenocom</name><uri>http://www.blogger.com/profile/18436688275305992679</uri><email>redazione@bondeno.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='00799287961581839952'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9168850608546808892.post-885638401615057019</id><published>2010-02-05T10:00:00.004+01:00</published><updated>2010-02-05T10:24:53.688+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='metano'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='petroilo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='gas'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ENI'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Mattei'/><title type='text'>Il progresso</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Se chiedete ad un giovane cos'è il progresso, probabilmente vi risponderà: Internet, il cellulare, l'MP3.&lt;br /&gt;Sciocchezze!&lt;br /&gt;Se avete visitato castelli o case patrizie, avrete notato che l'unico modo di riscaldarsi era il camino (tornato di moda per motivi ornamentali). Se risalite con la memoria all'immediato dopoguerra, trovate le stufe a legna: quella della cucina che serviva per riscaldare l'acqua e cuocere il cibo e qualcuna nelle altre stanze. Per la difficoltà di alimentazione e per esigenze di risparmio, quelle delle camere da letto si accendevano solo in caso di malattia e la temperatura difficilmente superava i 10 gradi d'inverno; si suppliva con "il prete" (chi non sa cosa sia, visiti qualche museo di civiltà contadina e lo scoprirà).&lt;br /&gt;La legna, ora tornata di moda, ha il difetto che deve essere stagionata, e stivata in luogo asciutto, trasportata ed accesa, la stufa va alimentata di continuo e non spande un calore uniforme; inoltre con impianti non a regola d'arte, la combustione avviene in mancanza di ossigeno e si forma ossido di carbonio, per cui di frequente le cronache riportavano casi di intere famiglie sterminate durante il sonno.&lt;br /&gt;Il carbone aveva una più alta resa energetica, ma sporcava talmente da richiedere un locale caldaie e personale apposito (fuochisti).&lt;br /&gt;Negli anni '60 una alternativa largamente praticata erano le stufe alimentate a cherosene (chi c'era ricorda i bidoni di plastica gialla e i furgoncini "ape" con cui venivano portati a domicilio), ma, contemporaneamente, cominciavano a essere installati nelle nuove case i primi impianti a riscaldamento centralizzato con caldaie e bruciatori, inizialmente a nafta.&lt;br /&gt;Quest'ultima però necessitava di serbatoi di stivaggio e di frequenti pulizie agli ugelli dei bruciatori, oltre ad essere inquinante; la soluzione ottimale arrivò con la metanizzazione.&lt;br /&gt;Questa richiese un impegno dei comuni (socializzazione delle perdite) e poi nacquero le compagnie private o semi-pubbliche (privatizzazione dei profitti), il che ci riporta più o meno alla situazione odierna in cui, senza farci più caso, abbiamo acqua calda, servizi igienici in casa e ambienti tutti uniformemente riscaldati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A monte di tutto questo abbiamo però una lunga politica di approvvigionamento energetico non priva di contrasti: in seguito ad accordi di guerra l'ENI avrebbe dovuto essere sciolta, ma Enrico Mattei, nominato liquidatore, riuscì ad evitarlo.&lt;br /&gt;Da allora è stata una continua lotta per impadronirsene o limitarne i poteri, perché è ormai chiaro che chi controlla l'energia, controlla il mondo.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;object width="425" height="344"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/6iZ6Jg3tsjo&amp;amp;hl=it_IT&amp;amp;fs=1&amp;amp;"&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/6iZ6Jg3tsjo&amp;amp;hl=it_IT&amp;amp;fs=1&amp;amp;" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9168850608546808892-885638401615057019?l=blog.nostalgiadei60.net' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://it.wikipedia.org/wiki/Eni' title='Il progresso'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9168850608546808892/885638401615057019/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://blog.nostalgiadei60.net/2010/02/il-progresso.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9168850608546808892/posts/default/885638401615057019'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9168850608546808892/posts/default/885638401615057019'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://blog.nostalgiadei60.net/2010/02/il-progresso.html' title='Il progresso'/><author><name>bondenocom</name><uri>http://www.blogger.com/profile/18436688275305992679</uri><email>redazione@bondeno.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='00799287961581839952'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9168850608546808892.post-7291864450148948939</id><published>2010-02-02T10:30:00.003+01:00</published><updated>2010-02-02T10:56:00.281+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='apatia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='futuro'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='società'/><title type='text'>The time machine (1960)</title><content type='html'>Siamo agli inizi del novecento ed uomo è riuscito ad inventare una macchina che lo porta a spasso per le epoche. Il suo viaggio nel futuro lo porta attraverso due guerre ed una terza, quella definitiva, guerra mondiale nucleare che ha decimato l'umanità. Dopo aver raggiunto l'anno 802.701 egli si trova in una società dove gli apatici Eloi vivono in superficie senza interessi e desiderio di conoscenza, ma passando il loro tempo tra giochi e pranzi, mentre, nel sottosuolo, i Morlock, vivono per cibarsi delle creature della superficie, sarà lo scienziato a convincere gli Eloi a combattere per la propria libertà.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;object width="425" height="344"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/sIaxSxEqKtA&amp;amp;hl=it_IT&amp;amp;fs=1&amp;amp;"&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/sIaxSxEqKtA&amp;amp;hl=it_IT&amp;amp;fs=1&amp;amp;" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Klaatu_barada_nikto"&gt;Klaatu, Barada, Nikto!&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La famosa frase appartiene al film "Ultimatum alla terra" del 1951, la ricordiamo qui per analogia con un filone fantascientifico che non riponeva alcuna fiducia nel genere umano e viene pronunciata proprio per evitarne l'annientamento.&lt;br /&gt;La frase, di una ipotetica lingua aliena,  è entrata nell'immaginario collettivo, tant'è che molti altri artisti l'hanno citata in svariate opere. Ne L'armata delle tenebre viene usata dal protagonista come formula magica. George Lucas padre di Guerre Stellari, ne Il ritorno dello Jedi del 1983, utilizza le singole parole per dare il nome a tre alieni della corte del signore del crimine Jabba the Hutt. La frase è anche pronunciata dal generale cattivo di Toys per bloccare i giocattoli.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma vi sono anche citazioni in svariati film (Tron), telefilm ( X-Files, Genitori in blue jeans, I Simpson, Farscape, Johnny Bravo), in alcuni romanzi (The Armageddon Rag di George R. R. Martin e Mucho Mojo di Joe R. Lansdale) e anche nel mondo dei videogiochi (SimCity 2000, Grand Prix 2, Sam &amp;amp; Max Hit the Road, Sacrifice, World of Warcraft) nonché del software: digitando "about:robots" nella barra degli indirizzi di Mozilla Firefox 3 la linguetta della "pagina nascosta" risultante ha come titolo questa citazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Qualche anno dopo l'uscita del film, alcuni critici vollero vedere nel film un'allegoria cristiana facendo notare che Klaatu arriva dal cielo, si confonde fra la gente comune assumendo il nome di Carpenter (in inglese: falegname), viene tradito, viene ucciso, poi resuscita e ascende al cielo. Il regista Wise e il produttore ribadirono l'assoluta casualità di queste analogie, ma lo sceneggiatore dovette ammettere che esse erano volute, aggiungendo che comunque «per più di dieci anni non se ne era accorto nessuno»&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La colonna sonora è firmata dal celebre Bernard Herrmann, compositore di fiducia di Hitchcock e Welles. Al tempo non esistevano strumenti elettronici, ma Herrmann si permise di sperimentare delle sonorità inedite usando violino, basso elettrico, quattro pianoforti, quattro arpe, una sezione di trenta fiati e soprattutto due &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Theremin"&gt;theremin,&lt;/a&gt; che danno al commento musicale del film un'atmosfera ermetica e angosciosa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fonte: wikipedia&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9168850608546808892-7291864450148948939?l=blog.nostalgiadei60.net' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.imdb.com/title/tt0054387/' title='The time machine (1960)'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9168850608546808892/7291864450148948939/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://blog.nostalgiadei60.net/2010/02/time-machine-1960.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9168850608546808892/posts/default/7291864450148948939'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9168850608546808892/posts/default/7291864450148948939'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://blog.nostalgiadei60.net/2010/02/time-machine-1960.html' title='The time machine (1960)'/><author><name>bondenocom</name><uri>http://www.blogger.com/profile/18436688275305992679</uri><email>redazione@bondeno.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='00799287961581839952'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9168850608546808892.post-1263988692001249469</id><published>2010-01-04T16:29:00.004+01:00</published><updated>2010-01-04T17:12:27.409+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Gavioli'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Campani'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Pagot'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Bozzetto'/><title type='text'>Cinema di animazione italiano</title><content type='html'>&lt;object width="425" height="344"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/QBk27DXetbM&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;color1=0xcc2550&amp;color2=0xe87a9f"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/QBk27DXetbM&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;color1=0xcc2550&amp;color2=0xe87a9f" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In questo blog abbiamo già parlato dell'attività di &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Paul_Campani"&gt;Paul Campani&lt;/a&gt; e del suo studio modenese, nonché del sogno di arrivare a produrre il primo lungometraggio di animazione italiano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non bisogna dimenticare infatti che la Disney aveva in pratica il monopolio e che la lavorazione di un film di animazione richiedeva tempi e mezzi non alla portata della rinascente industria italiana.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fu Carosello il volano che consentì l'accumulazione di risorse che portò alla nascita di&lt;span style="font-style:italic;"&gt; West and soda&lt;/span&gt; (1965) di &lt;a href="http://www.ibs.it/code/9788880332572/zzz1k1456/fabbrica-dell-animazione-bruno-bozzetto.html"&gt;Bruno Bozzetto&lt;/a&gt; e poi di &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Vip, mio fratello superuomo&lt;/span&gt; (1968) sempre dello stesso autore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma non si possono dimenticare gli esperimenti pionieristici dei fratelli Pagot, i padri di Calimero, autori nel 1943 del lungometraggio &lt;span style="font-style:italic;"&gt;I fratelli Dinamite&lt;/span&gt;, distrutto da un bombardamento e interamente ridisegnato di recente.&lt;br /&gt;Di loro si racconta la storia nel libro &lt;a href="http://www.ibs.it/code/9788861233669/the-art-pagot.html"&gt;The art of Pagot&lt;/a&gt; (2009).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E ancora la &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Gamma_Film"&gt;Gamma film&lt;/a&gt; di Gino e Roberto Gavioli; della Gamma Film sono famosi Ulisse e l’Ombra (1959), Caio Gregorio (1960), Il vigile (1961), Babbut, Mammut e Figliut (1962), Derby (1962), Capitan Trinchetto (1965), Joe Galassia (1965), Serafino spazza antennino,Tacabanda (1968).&lt;br /&gt;I fratelli Gavioli realizzano anche altre produzioni, come il lungometraggio &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Putiferio va alla guerra,&lt;/span&gt; del 1968, tutto realizzato a disegni animati e destinato ad un pubblico di ragazzi.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9168850608546808892-1263988692001249469?l=blog.nostalgiadei60.net' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://it.wikipedia.org/wiki/Bruno_Bozzetto' title='Cinema di animazione italiano'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9168850608546808892/1263988692001249469/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://blog.nostalgiadei60.net/2010/01/cinema-di-animazione-italiano.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9168850608546808892/posts/default/1263988692001249469'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9168850608546808892/posts/default/1263988692001249469'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://blog.nostalgiadei60.net/2010/01/cinema-di-animazione-italiano.html' title='Cinema di animazione italiano'/><author><name>bondenocom</name><uri>http://www.blogger.com/profile/18436688275305992679</uri><email>redazione@bondeno.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='00799287961581839952'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9168850608546808892.post-3752507425100566043</id><published>2010-01-01T18:53:00.002+01:00</published><updated>2010-01-01T19:05:25.418+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='psichedelia'/><title type='text'>Grafica psichedelica</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://blog.nostalgiadei60.net/uploaded_images/psychedelic_flashlothar-772098.png"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 278px; height: 400px;" src="http://blog.nostalgiadei60.net/uploaded_images/psychedelic_flashlothar-771865.png" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il senso di libertà che si respirava in California poco dopo la metà degli anni Sessanta dev'essere stato, per chi lo ha vissuto in prima persona, qualcosa di indescrivibile: un'ondata fresca inebriava la musica, le forme della comunicazione e il desiderio di "stare insieme" nelle sue molteplici forme. Le porte della percezione venivano spalancate ora dalla meditazione, ora dal ritmo della musica, ora dall'uso (e talvolta dall'abuso) di droghe. La psichedelia, in tutte le sue forme, si fondeva con il rock e   al contempo, come vedremo, con le avanguardie artistiche.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Questo fenomeno, che cavalcava in parte l'onda lunga della controcultura "beat", divampa nel 1967 con la "Summer of Love", il memorabile raduno che vide raccogliersi circa centomila giovani nel distretto di Haight-Ashbury a San Fran-cisco. Il desiderio di libertà sessuale, il pacifismo , la meditazione, la scoperta delle culture altre, il rifiuto della società dei consumi, la volontà di sondare i confini della propria mente ebbero come straordinario elemento catalizzatore la musica rock, i cui concerti, al pari di una performance artistica, prevedevano l'uso di avvolgenti scenografie e di ingegnosi giochi di luce.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://blog.nostalgiadei60.net/uploaded_images/psychedelic_janisjoplin-794555.png"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 283px; height: 400px;" src="http://blog.nostalgiadei60.net/uploaded_images/psychedelic_janisjoplin-794362.png" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nacquero   così   a San Francisco alcuni club presto diventati celebri, come il Fillmore di Bill Graham o l'Avalon Ballroom promosso dalla Family Dog, sui cui palchi si esibivano gruppi e musicisti del calibro di Santana, Steve Miller Band, Grateful Dead e Janis Joplin.&lt;br /&gt;Per promuovere questi eventi si scelse di utilizzare uno stile grafico altrettanto sperimentale, capace di visualizzare in modo assai efficace il vortice di sensazioni prodotte dalla musica e dalle più disparate sostanze lisergiche. ...&lt;br /&gt;Da semplici elementi promozionali, i poster e le cartoline d'invito ai concerti divennero presto oggetti da collezione, e passarono dai muri delle strade della California alle pareti delle abitazioni di molti giovani. I produttori decisero così di alzare notevolmente le tirature di stampa, vendendo tutto quanto non era poster per un concerto necessario alla promozione diretta degli eventi, durante i concerti o in altri punti vendita come i negozi di dischi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, i protagonisti di questa rivoluzione grafica non furono i titolari dei più rinomati studi di comunicazione pubblicitaria del tempo. Al contrario, essi erano giovani e squattrinati hippy, i cui nomi furono consacrati nel settembre del 1967 da un articolo apparso sulle pagine della prestigiosa rivista "Life".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://blog.nostalgiadei60.net/uploaded_images/psychedelic_santana-700673.png"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 254px; height: 400px;" src="http://blog.nostalgiadei60.net/uploaded_images/psychedelic_santana-700469.png" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tra i primi a dedicarsi a questo nuovo stile fu, nel 1966, Wes Wilson, il grafico che più legò il suo nome&lt;br /&gt;all'utilizzo di Lsd, attivo sia per il Fillmore che per l'Avalon Ballroom. Dallo stile di Wilson - specialmente nella sua costante tendenza a deformare il lettering delle scritte - prese spunto un altro cavallo di razza della grafica psichedelica, Stanley Mouse, che fino ad allora si era guadagnato da vivere dipingendo automobili e magliette. Un altro imprescindibile è poi Rick Griffin, attivo in precedenza come disegnatore di fumetti sulle pagine del "Surfer Magazine". Victor Moscoso, i cui lavori si caratterizzano per un acceso cromatismo, per l'influenza dell'Optical Art e per una vena grottesca che tradisce la sua  collaborazione con celebri riviste di comics come "Zap", è l'unico tra questi artisti a poter vantare una formazione accademica di tutto rispetto presso la Yale University, dove era stato allievo di Josef Albers. &lt;br /&gt;Il vertice della grafica di Moscoso è costituito probabilmente dalla serie detta Neon Rose, incentrata non esclusivamente sui grandi eventi rock, come documenta il manifesto realizzato nel 1967 per il negozio di abbigliamento hippie "The Blushing Peony".&lt;br /&gt;Nata per pubblicizzare eventi musicali entro i confini della California, la grafica psichedelica si diffuse presto in altri luoghi e in altri campi della comunicazione giovanile, a cominciare, naturalmente, dalle riviste. I più famosi (e oggi ricercatissimi) titoli di questa "alternative press" vanno dalla californiana "San Francisco Oracle" alla londinese "Ozz", passando dall'italiana "Pianeta Fresco", rivista promossa da Fernanda Pivano, Ettore Sottsass e Allen Ginsberg. &lt;br /&gt;Col passare degli anni l'"underground" divenne "overground": i colori e le forme della grafica psichedelica finirono così, nei primi anni Settanta, sulle pagine dei rotocalchi per pubblicizzare i più noti prodotti destinati ai giovani, dai jeans alle bevande. Relegata nell'oblio della storia dell'arte, a quarantanni di distanza la grafica psichedelica ha iniziato finalmente a essere conosciuta e apprezzata nelle sue forme e nei suoi significati originari anche dal grande pubblico, grazie a mostre come l'itinerante Summer of Love: Art ofthe Psychedelic Era, ospitata, fra il 2005 e il 2007, a Liverpool (Tate Liverpool), Vienna (Kunsthalle) e New York (Whitney Museum of American Art). &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Duccio Dogheria, Artedossier n.260, novembre 2009, pp.22-27&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9168850608546808892-3752507425100566043?l=blog.nostalgiadei60.net' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.artonline.it/' title='Grafica psichedelica'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9168850608546808892/3752507425100566043/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://blog.nostalgiadei60.net/2010/01/grafica-psichedelica.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9168850608546808892/posts/default/3752507425100566043'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9168850608546808892/posts/default/3752507425100566043'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://blog.nostalgiadei60.net/2010/01/grafica-psichedelica.html' title='Grafica psichedelica'/><author><name>bondenocom</name><uri>http://www.blogger.com/profile/18436688275305992679</uri><email>redazione@bondeno.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='00799287961581839952'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9168850608546808892.post-181611413662405042</id><published>2009-12-22T11:00:00.005+01:00</published><updated>2009-12-22T11:48:18.167+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='underground'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='controcultura'/><title type='text'>Pianeta fresco</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp1.blogger.com/_4Tu177bkYZw/Rt6C3ojP-vI/AAAAAAAACmI/32ZoUWnCvow/s400/File0089.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 290px; height: 400px;" src="http://bp1.blogger.com/_4Tu177bkYZw/Rt6C3ojP-vI/AAAAAAAACmI/32ZoUWnCvow/s400/File0089.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Pianeta Fresco &lt;/span&gt;è una rivista che esce senza ordine di tempo, è finanziata privatamente, è diretta da Fernanda Pivano con l'appoggio culturale e morale di Allen Ginsberg, è disegnata da Ettore Sottsass con l'aiuto di amici, è stampata da Giovanni Lana, è spedita da Angelo Pezzana della Libreria Hellas di Torino ad altre librerie, amici e conoscenti, fa parte dell'Underground Press Syndicate (UPS) e pubblica traduzioni della Stampa Internazionale Underground o testi originali di Italiani che per loro decisione cosciente non si lasciano sopraffare dal consumismo delle Case Editrici o dalle politiche di potere dei Gruppi Letterari.&lt;br /&gt;Il tema principale della rivista è la non violenza (nel suo significato più moderno, che prevede l'azione dimostrativa e non la passività inerte), invocata soprattutto nei potenti, nei governanti, nella Chiese e nelle strutture burocratiche.&lt;br /&gt;Con non violenza dimostrativa la rivista auspica il disarmo universale, lo scioglimento delle caste militari e dei loro eserciti, la revisione degli schemi strutturali che basano la loro esistenza sul principio dell'autorità o sul principio dell'equilibrio di potere anziché sul principio generale della comunicazione, della collaborazione e dell'intesa.&lt;br /&gt;Questo atteggiamento generale di sfiducia per il principio di autorità e per le tecniche politiche che lo realizzano porta con sé la necessità di trovare nuove metodologie che accelerino le possibilità della comunicazione e permettano un nuovo tipo di rapporto tra gli individui e dunque tra l'individuo e i gruppi. Interessano perciò la rivista le ricerche che riguardano le strutture psichiche e spirituali dell'individuo, le ricerche sui nuovi prodotti chimici che possono perfezionare o accelerare le percezioni, le ricerche dirette a ritrovare le originarie realtà e funzioni del linguaggio parlato, scritto e visto.&lt;br /&gt;In tal senso Pianeta Fresco propone un tentativo di integrazione della scrittura con la sua esistenza figurativa al punto da considerare la rivista un oggetto riscattato da ogni staticità, e tuttavia intangibile, più che un semplice contenitore o un supporto di dati.&lt;br /&gt;I pensieri e le ricerche di cui si parla fanno parte di correnti molto larghe e molto diffuse nei giovani di tutto il mondo (dell'Occidente e dell'Oriente), insoddisfatti della pseudocostruttiva dei metodi tradizionali a tutti i livelli, sia quelli di governo, sia quelli culturali, educativi e così via.&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fonte: &lt;a href="http://nutopia2sergiofalcone.blogspot.com/2009/11/pianeta-fresco.html"&gt;Sergio Falcone&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sempre per la meritoria opera di Sergio Falcone, potete trovare le immagini dei due numeri usciti (il primo è del dicembre 1967) all'indirizzo: &lt;a href="http://pianetafresco.blogspot.com/"&gt;http://pianetafresco.blogspot.com/&lt;/a&gt;, autofinanziati da Fernanda Pivano e dal marito, l'architetto Ettore Sottsass con la collaborazione dagli USA di Allen Ginsberg.&lt;br /&gt;La rivista, che veniva venduta abbinata ad una rosa, ovviamente non aveva fini commerciali, ma cercava di far conoscere anche la&lt;span style="font-weight:bold;"&gt; grafica &lt;/span&gt;tutta particolare di quel periodo della "controcultura" americana, cui poi la Pivano (Genova, 18 luglio 1917 – Milano, 18 agosto 2009) dedicò il suo libro "Beat Hippie Yippie" , Arcana, 1972.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per completezza di informazione, mentre questo succedeva ai piani alti, quello che succedeva ai piani bassi (senza assolutamente voler dare un valore dispregiativo al termine) lo potete trovare in questo &lt;a href="http://www.melchiorre-mel-gerbino.com/Pagine/Fernanda_Pivano_senatrice_a_vita.htm"&gt;scritto di Melchiorre Gerbino&lt;/a&gt;, in occasione della nomina della Pivano a senatrice a vita.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://blog.nostalgiadei60.net/uploaded_images/natale67-787916.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 294px; height: 400px;" src="http://blog.nostalgiadei60.net/uploaded_images/natale67-787914.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;Volantino pubblicato in «Pianeta Fresco», dicembre 1967. «La rivista» ha raccontato Fernanda Pivano, fondatrice della rivista insieme ad Ettore J. Sottsass «era uno shock grafico ma anche il contenuto non scherzava. C’era la poesia Con Chi Essere Gentili di Ginsberg […], c’era il Prajna Palamita Sutra in edizione trilingue (giapponese, inglese, italiana) alla quale lavorammo con Ginsberg quasi un mese […], una serie di slogans illustrati (per esempio un cimitero di guerra con la scritta: “Siano lodate le patrie, quelle sbagliate e anche quelle giuste”, una pagina bianca con una goccia di sangue sotto la scritta “Buon Natale” e sopra la didascalia: “Una goccia di sangue di quelli che saranno ammazzati nelle guerre giuste e ingiuste del 1968”».&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fonte:http://www.storicamente.org/07_dossier/sessantotto-casilio_link7.htm&lt;br /&gt;Altamente consigliabile la lettura integrale di:&lt;br /&gt;S. Casilio, Controcultura e politica nel Sessantotto italiano. Una generazione di cosmopoliti senza radici, «Storicamente», 5 (2009), http://www.storicamente.org/07_dossier/sessantotto-casilio.htm&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9168850608546808892-181611413662405042?l=blog.nostalgiadei60.net' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://pianetafresco.blogspot.com/' title='Pianeta fresco'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9168850608546808892/181611413662405042/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://blog.nostalgiadei60.net/2009/12/pianeta-fresco.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9168850608546808892/posts/default/181611413662405042'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9168850608546808892/posts/default/181611413662405042'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://blog.nostalgiadei60.net/2009/12/pianeta-fresco.html' title='Pianeta fresco'/><author><name>bondenocom</name><uri>http://www.blogger.com/profile/18436688275305992679</uri><email>redazione@bondeno.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='00799287961581839952'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp1.blogger.com/_4Tu177bkYZw/Rt6C3ojP-vI/AAAAAAAACmI/32ZoUWnCvow/s72-c/File0089.jpg' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9168850608546808892.post-1012419015559004593</id><published>2009-12-15T11:29:00.004+01:00</published><updated>2009-12-15T11:42:26.589+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='antropologia'/><title type='text'>Antropologia strutturale</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.carmillaonline.com/archives/claude-levi-strauss.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 496px; height: 306px;" src="http://www.carmillaonline.com/archives/claude-levi-strauss.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dalla solita Wikipedia, apprendiamo che:&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;Lévi-Strauss era già conosciuto nei circoli accademici ma, nel 1955, con la pubblicazione della sua opera "Tristes Tropiques" raggiunge un pubblico più vasto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tristi Tropici è essenzialmente un diario di viaggio nel quale egli annota le sue impressioni, frammiste a una serie di geniali considerazioni sul mondo primitivo amazzonico, che risalgono al periodo intorno al 1930 quando egli era espatriato dalla Francia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'opera di Lévi-Strauss viene presa in considerazione dall'organizzazione del Premio Goncourt, ma viene rifiutata con la giustificazione che "Tristes Tropiques" era una "non-fiction".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel 1959 egli diventa titolare della cattedra di Antropologia sociale presso il Collège de France.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dopo qualche tempo egli pubblica "Anthropologie structurale" che comprendeva una collezione dei suoi saggi con esempi e teorie strutturaliste.&lt;br /&gt; « Sono qui raccolti diciassette dei cento testi circa che ho scritto in quasi trent'anni. Alcuni sono andati perduti; altri possono benissimo rimanere nell'oblio. Tra quelli che mi sono apparsi meno indegni di sussistere, ho fatto una scelta, scartando i lavori il cui carattere è puramente etnografico e descrittivo, e anche altri, di portata teorica, ma la cui sostanza è incorporata nel mio libro Tristi Tropici. Pubblico qui per la prima volta due testi (i capitoli V e XVI), che, uniti ad altri quindici, mi sembrano adatti a chiarire il metodo strutturale in antropologia  »&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In quel periodo egli sviluppa un programma che comprende una serie di organizzazioni, come un Laboratory for Social Anthropology e un nuovo giornale, l'Homme, per poter pubblicare i risultati delle sue ricerche.&lt;br /&gt;Il Pensiero Selvaggio [modifica]&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Nel 1962 Lévi-Strauss pubblica quello che per molti venne ritenuto il suo più importante lavoro, "Pensée Sauvage".&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nella prima parte del libro viene delineata la teoria della cultura della mente e nella seconda parte questo concetto si espande alla teoria del cambiamento sociale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questa seconda parte del libro coinvolgerà Lévi-Strauss in un acceso dibattito con Jean-Paul Sartre riguardo alla natura della libertà umana.&lt;br /&gt;Mitologica [modifica]&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Ormai diventato una celebrità, Lévi-Strauss trascorre la seconda metà degli anni sessanta alla realizzazione di un grande progetto, i quattro volumi di studi dal titolo Mythologiques.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In esso, Levi-Strauss analizza un singolo mito seguendone le variazioni di gruppo in gruppo dall'estremità del Sud America attraverso l'America Centrale e Settentrionale, fino al Circolo Artico ed esamina, con una metodologia tipicamente strutturalista, le relazioni di parentela tra i vari elementi nella struttura sottostante invece di considerare il contenuto della storia in sé. Mythologiques è un esempio di analisi ampio e dettagliato (in quattro volumi); benché sia l'opera principale di Lévi Strauss questo libro è meno conosciuto del Pensiero Selvaggio.&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Claude Levi Strauss è morto centenario il 30 ottobre del 2009, in questa occasione molti lo hanno ricordato; tra i tanti ne &lt;a href="http://mariodomina.wordpress.com/2008/11/"&gt;segnaliamo uno&lt;/a&gt; e anche una bella &lt;a href="http://archives.tsr.ch/player/personnalite-levistrauss"&gt;intervista dell'epoca&lt;/a&gt; della sempre benemerita RTSI.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9168850608546808892-1012419015559004593?l=blog.nostalgiadei60.net' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.ibs.it/code/9788856501063/l-eacute-vi-strauss-claude/antropologia-strutturale.html' title='Antropologia strutturale'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9168850608546808892/1012419015559004593/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://blog.nostalgiadei60.net/2009/12/antropologia-strutturale.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9168850608546808892/posts/default/1012419015559004593'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9168850608546808892/posts/default/1012419015559004593'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://blog.nostalgiadei60.net/2009/12/antropologia-strutturale.html' title='Antropologia strutturale'/><author><name>bondenocom</name><uri>http://www.blogger.com/profile/18436688275305992679</uri><email>redazione@bondeno.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='00799287961581839952'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9168850608546808892.post-1332925777806355682</id><published>2009-12-01T11:05:00.004+01:00</published><updated>2009-12-01T11:23:34.214+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Calder'/><title type='text'>Arte cinetica</title><content type='html'>Uno dei più conosciuti esponenti di questa corrente è Alexander Calder, le cui opere arrivarono in Italia con la Biennale di Venezia del 1960, ma l'artista ha fato anche sculture fisse.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.psdrevolution.it/public/risorse/960/E_Teodelapio.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 500px; height: 341px;" src="http://www.psdrevolution.it/public/risorse/960/E_Teodelapio.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;L'unica scultura monumentale dell'artista presente in Italia si trova nella città di Spoleto: si tratta del Teodelapio (scultura in acciaio verniciato di nero che ritrae un re longobardo a cavallo) che Calder realizzò &lt;span style="font-style:italic;"&gt;nel 1962 per la mostra "Sculture nella Città" in occasione del Festival dei Due Mondi&lt;/span&gt; di quello stesso anno. È antistante la stazione ferroviaria ed è divenuta a tutti gli effetti uno dei simboli della città di Spoleto. Alta 18 metri, l'opera viene considerata la prima scultura munumentale stabile del mondo. Di fatto, le altre famose e grandiose sculture dello stesso autore (presente con le sue opere in città come Montreal, Chicago e Città del Messico) sono tutte successive. Il fatto che la scultura poggi direttamente sull'asfalto della piazza e che funga quasi da rotatoria atipica per i veicoli in partenza o diretti alla stazione ferroviaria, non è casuale: l'autore dell'opera, da sempre attratto ed affascinato dalla dinamicità, immaginò il Teodelapio immerso ed attraversato proprio dalla caoticità del traffico cittadino; in quest'ottica, tutta la piazza e tutti i veicoli che vi transitano, partecipano alla dinamicità della scultura. Altre opere dell'autore sono conservate alla Galleria Comunale d'Arte Moderna della stessa città Umbra.&lt;br /&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dal 23 ottobre 2009 al 14 febbraio 2010 una ampia personale dell'artista si può trovare al &lt;a href="http://palazzoesposizioni.it/Mediacenter/FE/CategoriaMedia.aspx?idc=90"&gt;Palazzo delle esposizioni&lt;/a&gt; di Roma.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Al secondo piano, è allestita una sezione della mostra Calder, intitolata Alexander Calder nelle fotografie di &lt;a href="http://www.ugomulas.org/index.cgi?action=home&amp;lang=ita"&gt;Ugo Mulas, &lt;/a&gt;curata da Pier Giovanni Castagnoli per l’Archivio Ugo Mulas di Milano, in collaborazione con il quale il progetto è stato realizzato.&lt;br /&gt;E’ esposta una selezione di circa ottanta immagini, tutte stampe ai sali d’argento su carta baritata, realizzate dallo stesso autore (vintage) &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;risalenti agli anni 1963-1968,&lt;/span&gt; scattate nelle case-studio abitate dall’artista a Roxbury nel Connecticut o a Saché in Francia, ma anche in altri luoghi che videro la presenza di Calder o delle sue opere&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il grande fotografo italiano prematuramente scomparso (Pozzolegno, Brescia 1928 – Milano 1974), conobbe Calder nel 1962 a Spoleto, quando Giovanni Carandente lo chiamò a documentare la mostra Sculture nella città per la quale l’artista realizzò il grande Teodelapio, che in seguitò donò alla cittadina umbra. Da allora nacque una solida e in tramontata amicizia che diede origine a un formidabile corpus di fotografie, una parte delle quali venne pubblicata nel 1971 in un libro nato dalla collaborazione tra Ugo Mulas, il critico H. Harvard Arnason e lo stesso artista (U. Mulas e H- H. Arnason, Calder, Silvana editoriale arte, Milano 1971).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.ugomulas.org/foto/1097575760g.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 320px;" src="http://www.ugomulas.org/foto/1097575760g.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9168850608546808892-1332925777806355682?l=blog.nostalgiadei60.net' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://it.wikipedia.org/wiki/Alexander_Calder' title='Arte cinetica'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9168850608546808892/1332925777806355682/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://blog.nostalgiadei60.net/2009/12/arte-cinetica.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9168850608546808892/posts/default/1332925777806355682'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9168850608546808892/posts/default/1332925777806355682'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://blog.nostalgiadei60.net/2009/12/arte-cinetica.html' title='Arte cinetica'/><author><name>bondenocom</name><uri>http://www.blogger.com/profile/18436688275305992679</uri><email>redazione@bondeno.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='00799287961581839952'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9168850608546808892.post-4356647687935140184</id><published>2009-11-27T18:44:00.007+01:00</published><updated>2009-11-27T19:09:48.761+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Lamborghini'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Renazzo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Miura'/><title type='text'>Nel segno del Toro</title><content type='html'>&lt;object width="320" height="266" class="BLOG_video_class" id="BLOG_video-7aae7af7e541db3b" classid="clsid:D27CDB6E-AE6D-11cf-96B8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.blogger.com/img/videoplayer.swf?videoUrl=http%3A%2F%2Fv20.nonxt7.googlevideo.com%2Fvideoplayback%3Fid%3D7aae7af7e541db3b%26itag%3D5%26begin%3D0%26len%3D86400000%26app%3Dblogger%26et%3Dplay%26el%3DEMBEDDED%26ip%3D0.0.0.0%26ipbits%3D0%26expire%3D1269349260%26sparams%3Did%252Citag%252Cip%252Cipbits%252Cexpire%26signature%3D12DE750DCE7342935B5D74E81E18FA4F241E1444.313A8E1DAD9BBF543426F732DE2D200CE7775EBB%26key%3Dck1&amp;amp;nogvlm=1&amp;amp;thumbnailUrl=http%3A%2F%2Fvideo.google.com%2FThumbnailServer2%3Fapp%3Dblogger%26contentid%3D7aae7af7e541db3b%26offsetms%3D5000%26itag%3Dw320%26sigh%3DX14axmyc3Q3w2wu4tq1bVq6_uJo&amp;amp;messagesUrl=video.google.com%2FFlashUiStrings.xlb%3Fframe%3Dflashstrings%26hl%3Den"&gt;&lt;param name="bgcolor" value="#FFFFFF"&gt;&lt;embed width="320" height="266" src="http://www.blogger.com/img/videoplayer.swf?videoUrl=http%3A%2F%2Fv20.nonxt7.googlevideo.com%2Fvideoplayback%3Fid%3D7aae7af7e541db3b%26itag%3D5%26begin%3D0%26len%3D86400000%26app%3Dblogger%26et%3Dplay%26el%3DEMBEDDED%26ip%3D0.0.0.0%26ipbits%3D0%26expire%3D1269349260%26sparams%3Did%252Citag%252Cip%252Cipbits%252Cexpire%26signature%3D12DE750DCE7342935B5D74E81E18FA4F241E1444.313A8E1DAD9BBF543426F732DE2D200CE7775EBB%26key%3Dck1&amp;amp;nogvlm=1&amp;amp;thumbnailUrl=http%3A%2F%2Fvideo.google.com%2FThumbnailServer2%3Fapp%3Dblogger%26contentid%3D7aae7af7e541db3b%26offsetms%3D5000%26itag%3Dw320%26sigh%3DX14axmyc3Q3w2wu4tq1bVq6_uJo&amp;amp;messagesUrl=video.google.com%2FFlashUiStrings.xlb%3Fframe%3Dflashstrings%26hl%3Den" type="application/x-shockwave-flash"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ci sono persone scomode che non accettano il mondo come è e cercano di migliorarlo suscitando ovviamente invidie e risentimenti (forse per questo anche la biografia di Ferruccio Lamborghini è tutta una sottolineatura di "senza fonte" per episodi che appartengono alla vulgata comune).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Chi vuole faccia un confronto con altre voci, dove affermazioni elogiative non vengono mai messe in dubbio, pur non essendo citata neanche lì nessuna fonte.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Al di là delle questioni di metodo, non c'è alcun dubbio che la &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Lamborghini_Miura"&gt;Lamborghini Miura&lt;/a&gt;, presentata al salone di Ginevra nel 1966, è una vettura che anche oggi per le soluzioni tecniche ed estetiche adottate rimane una delle più ambite &lt;span style="font-style:italic;"&gt;dream car&lt;/span&gt; mai prodotte (anche per la rarità: circa 5000 esemplari prodotti fino al 1972).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://i40.tinypic.com/a29ndj.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 500px; height: 350px;" src="http://i40.tinypic.com/a29ndj.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9168850608546808892-4356647687935140184?l=blog.nostalgiadei60.net' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://it.wikipedia.org/wiki/Ferruccio_Lamborghini' title='Nel segno del Toro'/><link rel='enclosure' type='video/mp4' href='http://www.blogger.com/video-play.mp4?contentId=7aae7af7e541db3b&amp;type=video%2Fmp4' length='0'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9168850608546808892/4356647687935140184/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://blog.nostalgiadei60.net/2009/11/nel-segno-del-toro.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9168850608546808892/posts/default/4356647687935140184'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9168850608546808892/posts/default/4356647687935140184'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://blog.nostalgiadei60.net/2009/11/nel-segno-del-toro.html' title='Nel segno del Toro'/><author><name>bondenocom</name><uri>http://www.blogger.com/profile/18436688275305992679</uri><email>redazione@bondeno.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='00799287961581839952'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9168850608546808892.post-7007346009796838537</id><published>2009-11-22T18:47:00.003+01:00</published><updated>2009-11-22T18:58:55.125+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='architettura'/><title type='text'>Architetti e design</title><content type='html'>&lt;object width="425" height="344"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/4cB1vIFDcb4&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/4cB1vIFDcb4&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Del felice connubio tra industria e design negli anni '60 in Italia, abbiamo già parlato in un post precedente; molti designer provengono dall'architettura, ma diventano noti al grande pubblico per le loro produzioni di oggetti di consumo grazie all'apporto di &lt;a href="http://itomizer.com/2008/01/29/il-mito-brionvega/"&gt;industriali illuminati&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.archimagazine.com/bscarpa.htm"&gt;Carlo Scarpa,&lt;/a&gt; cui si riferisce il video, è uno di questi, come al solito apprezzato più all'estero che in Italia.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9168850608546808892-7007346009796838537?l=blog.nostalgiadei60.net' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.centrocarloscarpa.it/brion.htm' title='Architetti e design'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9168850608546808892/7007346009796838537/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://blog.nostalgiadei60.net/2009/11/architetti-e-design.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9168850608546808892/posts/default/7007346009796838537'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9168850608546808892/posts/default/7007346009796838537'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://blog.nostalgiadei60.net/2009/11/architetti-e-design.html' title='Architetti e design'/><author><name>bondenocom</name><uri>http://www.blogger.com/profile/18436688275305992679</uri><email>redazione@bondeno.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='00799287961581839952'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9168850608546808892.post-7627991520617401822</id><published>2009-11-13T12:07:00.002+01:00</published><updated>2009-11-13T12:18:11.962+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='teatro'/><title type='text'>Paolo Poli</title><content type='html'>&lt;object width="425" height="344"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/S2psIKOiS4s&amp;hl=it&amp;fs=1"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/S2psIKOiS4s&amp;hl=it&amp;fs=1" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ha compiuto 80 anni il 23 maggio ed è tuttora attivissimo sulle scene; riportiamo qui i suoi lavori teatrali nel periodo considerato, ma ha fatto anche televisione nel 1960 con Laura Betti nel ruolo di cantastorie nello sceneggiato &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Tutto da rifare pover' uomo&lt;/span&gt;, conduttore di Canzonissima nel 1961/62, e molti programmi per ragazzi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;# 1958 - Finale di partita, di Samuel Beckett&lt;br /&gt;# 1959 - Sorveglianza speciale, di Jean Genet&lt;br /&gt;# 1960 - Mamma voglio il cerchio&lt;br /&gt;# 1960 - Il novellino&lt;br /&gt;# 1962 - Il Diavolo&lt;br /&gt;# 1963 - Paolo Paoli&lt;br /&gt;# 1964 - Il mondo d'acqua, di Aldo Nicolaj&lt;br /&gt;# 1964 - Il candelaio, di Paolo Poli e Ida Omboni da Giordano Bruno&lt;br /&gt;# 1965 - Un Milione&lt;br /&gt;# 1966 - Rita da Cascia&lt;br /&gt;# 1967 - Il suggeritore nudo, di Filippo Tommaso Marinetti&lt;br /&gt;# 1968 - La nemica, di D. Niccodemi&lt;br /&gt;# 1968 - "Brasile" con Marco Messeri&lt;br /&gt;# 1969 - Tito Andronico con Marco Messeri&lt;br /&gt;# 1969 - La rappresentazione di Giovanni e Paolo&lt;br /&gt;# 1969 - Carolina Invernizio&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9168850608546808892-7627991520617401822?l=blog.nostalgiadei60.net' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://it.wikipedia.org/wiki/Paolo_Poli' title='Paolo Poli'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9168850608546808892/7627991520617401822/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://blog.nostalgiadei60.net/2009/11/paolo-poli.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9168850608546808892/posts/default/7627991520617401822'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9168850608546808892/posts/default/7627991520617401822'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://blog.nostalgiadei60.net/2009/11/paolo-poli.html' title='Paolo Poli'/><author><name>bondenocom</name><uri>http://www.blogger.com/profile/18436688275305992679</uri><email>redazione@bondeno.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='00799287961581839952'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9168850608546808892.post-6781871485249832004</id><published>2009-11-13T11:47:00.004+01:00</published><updated>2009-11-13T12:02:14.764+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='romanzo giallo'/><title type='text'>Noi duri</title><content type='html'>&lt;object width="500" height="315"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/e58eoAc2sbw&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;border=1"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/e58eoAc2sbw&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;border=1" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="500" height="315"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Muore proprio agli inizi degli anni '60 (2 febbraio 1960), Fred Buscaglione, che, grazie ai testi di Leo Chiosso, indica una sorta di via italiana al &lt;a href="http://www.lfb.it/fff/giallo/index.htm"&gt;giallo&lt;/a&gt;, che stempera in una simpatica caricatura i luoghi comuni del genere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma probabilmente la realtà era più simile a quella tratteggiata dallo scrittore &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Giorgio_Scerbanenco"&gt;Giorgio Scerbanenco,&lt;/a&gt; nei suoi romanzi di fine decennio cui si ispirarono poi tutti i giallisti nostrani e che furono ripresi dal cinema di genere &lt;span style="font-style:italic;"&gt;poliziottesco&lt;/span&gt;.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9168850608546808892-6781871485249832004?l=blog.nostalgiadei60.net' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://it.wikipedia.org/wiki/Fred_Buscaglione' title='Noi duri'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9168850608546808892/6781871485249832004/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://blog.nostalgiadei60.net/2009/11/noi-duri.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9168850608546808892/posts/default/6781871485249832004'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9168850608546808892/posts/default/6781871485249832004'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://blog.nostalgiadei60.net/2009/11/noi-duri.html' title='Noi duri'/><author><name>bondenocom</name><uri>http://www.blogger.com/profile/18436688275305992679</uri><email>redazione@bondeno.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='00799287961581839952'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9168850608546808892.post-3966352709034171497</id><published>2009-10-28T09:35:00.003+01:00</published><updated>2009-10-28T10:00:49.942+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='sociologia'/><title type='text'>L'ignoranza è forza</title><content type='html'>&lt;blockquote&gt;In Italia, sebbene fossero presenti in diverse università italiane alcuni importanti sociologi, la prima facoltà di sociologia venne aperta soltanto &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;nel 1962 a Trento&lt;/span&gt;. Per la prima volta in Italia non solo si dedicava a questa scienza una facoltà a sé stante, &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;ma si permetteva l'iscrizione anche a quegli studenti che avessero ottenuto il diploma presso un istituto tecnico&lt;/span&gt;. &lt;br /&gt;Numerosi studenti arrivarono a Trento da tutta Italia, richiamati dalla novità degli insegnamenti proposti e da un titolo di studio che si presentava come uno strumento indispensabile per la comprensione delle moderne società complesse. La vivacità culturale data dall'incontro di studenti provenienti da tutto il paese portò l'Università di Trento ad essere uno dei centri della contestazione studentesca del '68 oltre che del movimento femminista italiano. &lt;br /&gt;A Trento, ben presto, la Facoltà di Sociologia divenne un laboratorio teorico in grado di "svecchiare" la cultura accademica e politica italiana, attraverso i primi corsi su Marx, Charles Wright Mills, ma soprattutto sulla teoria critica francofortese con Adorno, Marcuse, Benjamin. Ed ancora, l'antropologia di Ruth Benedict, il sorgere del femminismo.&lt;br /&gt;Alla cattedra di Istituzioni sedeva allora Francesco Alberoni che a Trento sviluppò e pubblicò la sua teoria dei movimenti collettivi in Statu Nascenti; mentre a Franco Fornari spettavano i corsi di psicoanalisi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'evoluzione della Facoltà di Sociologia di Trento è anche emblematica del ruolo che il sociologo occupava nell'immaginario collettivo italiano degli anni sessanta.&lt;span style="font-style:italic;"&gt; Si riteneva che la sociologia, più che uno strumento di interpretazione scientifica della società, fosse in realtà uno strumento per il cambiamento della società stessa.&lt;/span&gt; (corsivo nostro).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In grado di unire una puntuale osservazione dei fenomeni sociali con una vocazione critica e trasformativa della società, Trento costituiva un territorio fertile per studenti impegnati politicamente, visionari, intellettuali e leaders politici. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A Trento si laurearono Alexander Langer, Mauro Rostagno, Marco Boato, Enzo Rutigliano, Paolo Sorbi, Pier Luigi Celli, Mara Cagol, vi insegnarono inoltre Norberto Bobbio, Beniamino Andreatta, Franco Ferrarotti, Achille Ardigò, Giorgio Braga, Ivan Illich, Romano Prodi, Mario Draghi, Gian Enrico Rusconi e Chiara Saraceno. &lt;br /&gt;Nel maggio del 1965 gli studenti di quello che si chiamava ancora Istituto superiore di scienze sociali, occuparono per la prima volta la facoltà per protestare contro il progetto di trasformare l'Istituto in una facoltà di Scienze politiche autorizzata a rilasciare una laurea ad indirizzo sociologico. In quegli anni, chi era appositamente venuto a Trento per studiare sociologia, voleva ottenere una laurea in sociologia senza ulteriori caratterizzazioni che ne limitassero la peculiarità.&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In seguito questo indirizzo fu seguito in molte città d'Italia, tra cui Bologna, e la sociologia iniziò il suo cammino, che seguì la progressiva involuzione della societa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;object width="320" height="265"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/n2vFecjCNWs&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;color1=0x006699&amp;color2=0x54abd6"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/n2vFecjCNWs&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;color1=0x006699&amp;color2=0x54abd6" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="320" height="265"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;"La Neolingua era distinta da quasi tutte le altre lingue dal fatto che il suo vocabolario diventava ogni giorno più sottile invece di diventare più spesso. Ogni riduzione rappresentava una conquista, perché più piccolo era il campo della scelta e più limitata era la tentazione di lasciar spaziare il proprio pensiero. Si sperava, da ultimo, di far articolare il discorso nella stessa laringe, senza che si dovessero chiamare in causa i centri del cervello”.&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;George Orwell, 1984&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9168850608546808892-3966352709034171497?l=blog.nostalgiadei60.net' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://it.wikipedia.org/wiki/Sociologia' title='L&apos;ignoranza è forza'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9168850608546808892/3966352709034171497/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://blog.nostalgiadei60.net/2009/10/lignoranza-e-forza.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9168850608546808892/posts/default/3966352709034171497'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9168850608546808892/posts/default/3966352709034171497'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://blog.nostalgiadei60.net/2009/10/lignoranza-e-forza.html' title='L&apos;ignoranza è forza'/><author><name>bondenocom</name><uri>http://www.blogger.com/profile/18436688275305992679</uri><email>redazione@bondeno.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='00799287961581839952'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9168850608546808892.post-59174021355269916</id><published>2009-10-19T09:16:00.002+02:00</published><updated>2009-10-19T09:31:10.772+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='lotte'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='lavoro'/><title type='text'>Autunno caldo</title><content type='html'>&lt;object width="340" height="285"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/RoBX5SIPCYc&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;border=1"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/RoBX5SIPCYc&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;border=1" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="340" height="285"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'"autunno caldo" è quello del 1969, periodo di rinnovo di molti contratti dell'industria, preceduto dalle rivolte studentesche dell'anno precedente che lo avevano influenzato facendolo diventare non solo un momento di rivendicazione salariale, ma anche di richieste di egualitarismo e di antiautoritarismo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il che, in pratica, significava richiedere anche profondi mutamenti nell'organizzazione del lavoro e una rappresentanza diretta dei lavoratori (comitati di base) non mediati dai sindacati; ma l'unico sindacato che sembra recepire queste istanze è la CISL nel suo VI congresso del luglio 1969.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il settore metalmeccanico è all'avanguardia nelle lotte, alle assemblee partecipano anche gli impiegati, gli scioperi articolati per comparti proseguono anche durante le trattative, il ministro del lavoro Donat Cattin interviene nella mediazione e accoglie gran parte delle rivendicazioni nel progetto di legge dello Statuto dei lavoratori; il contratto (che apre la strada a tutti gli altri) viene così siglato il 21 dicembre 1969.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9168850608546808892-59174021355269916?l=blog.nostalgiadei60.net' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.micciacorta.it/articolo.php?id_news=1686' title='Autunno caldo'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9168850608546808892/59174021355269916/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://blog.nostalgiadei60.net/2009/10/autunno-caldo.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9168850608546808892/posts/default/59174021355269916'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9168850608546808892/posts/default/59174021355269916'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://blog.nostalgiadei60.net/2009/10/autunno-caldo.html' title='Autunno caldo'/><author><name>bondenocom</name><uri>http://www.blogger.com/profile/18436688275305992679</uri><email>redazione@bondeno.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='00799287961581839952'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9168850608546808892.post-2994819633431529364</id><published>2009-10-04T17:21:00.003+02:00</published><updated>2009-10-04T17:46:49.627+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='teatro'/><title type='text'>Luca Ronconi</title><content type='html'>&lt;object width="340" height="285"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/_DOzGm6TgeE&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;border=1"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/_DOzGm6TgeE&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;border=1" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="340" height="285"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il 4 luglio 1969, a Spoleto, in occasione del Festival dei due mondi debutta l'adattamento di &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Edoardo_Sanguineti"&gt;Sanguineti&lt;/a&gt; di alcuni episodi dell'Orlando Furioso con la regia di Luca Ronconi.&lt;br /&gt;La novità assoluta dell'impianto teatrale: l'azione è frammentata in diverse scene che si svolgono contemporaneamente in mezzo al pubblico, che può muoversi liberamente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le scenografie di Vittorio Ceroli, utilizzano ampiamente &lt;span style="font-style:italic;"&gt;macchine teatrali&lt;/span&gt; che fanno volare sopra le teste degli spettatori un ippogrifo metallico e altri arredi scenici.&lt;br /&gt;Lo spettacolo viene portato poi nelle piazze con grande successo.&lt;br /&gt;Inutile dire che la versione televisiva del 1975 (da cui è tratto il video) ne snatura completamente il senso.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9168850608546808892-2994819633431529364?l=blog.nostalgiadei60.net' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.edizioniets.com/anteprime/Ronconi_88-467-1286-2/' title='Luca Ronconi'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9168850608546808892/2994819633431529364/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://blog.nostalgiadei60.net/2009/10/luca-ronconi.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9168850608546808892/posts/default/2994819633431529364'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9168850608546808892/posts/default/2994819633431529364'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://blog.nostalgiadei60.net/2009/10/luca-ronconi.html' title='Luca Ronconi'/><author><name>bondenocom</name><uri>http://www.blogger.com/profile/18436688275305992679</uri><email>redazione@bondeno.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='00799287961581839952'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9168850608546808892.post-5479502763583869472</id><published>2009-10-04T09:14:00.002+02:00</published><updated>2009-10-04T09:31:52.675+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='matrimonio'/><title type='text'>Il divorzio</title><content type='html'>&lt;blockquote&gt;All'inizio del giugno 1969 il progetto Fortuna-Baslini arrivò in Assemblea. Il dibattito subì vari rinvii per gli interventi ostruzionistici dei parlamentari democristiani. Si arrivò, così, al 10 novembre 1969 senza aver concluso nulla, per cui la LID decise di riprendere in mano la situazione, con un'iniziativa di Marco Pannella, il quale, insieme a Roberto Cicciomessere (segretario del PR) iniziò uno sciopero della fame davanti a Montecitorio, ottenendo l'impegno della D.C. ad una votazione entro la fine del mese. Infatti il 29 novembre la legge Fortuna venne approvata dalla Camera dei Deputati con 325 voti favorevoli e 283 contrari.&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Solo l'anno dopo la legge fu varata da entrambi i rami del parlamento, contestualmente alle norme di introduzione del referendum abrogativo per la medesima.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;C'è da dire che fu una battaglia di retroguardia: se la sinistra ortodossa era per "il libero amore", il mondo giovanile guardava alla &lt;a href="http://www.hipforums.com/newforums/showthread.php?t=331499&amp;f=158"&gt;"comune"&lt;/a&gt;, sul modello hippy come alternativa alla famiglia tradizionale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La convivenza era da scartare perché all'epoca i genitori non l'avrebbero consentito e così tutti finivano col scegliere la via più comoda e battuta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;object width="340" height="285"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/fGD9JaGnKlo&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;border=1"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/fGD9JaGnKlo&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;border=1" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="340" height="285"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9168850608546808892-5479502763583869472?l=blog.nostalgiadei60.net' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.radicalparty.org/history/ponzone/cap2.htm' title='Il divorzio'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9168850608546808892/5479502763583869472/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://blog.nostalgiadei60.net/2009/10/il-divorzio.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9168850608546808892/posts/default/5479502763583869472'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9168850608546808892/posts/default/5479502763583869472'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://blog.nostalgiadei60.net/2009/10/il-divorzio.html' title='Il divorzio'/><author><name>bondenocom</name><uri>http://www.blogger.com/profile/18436688275305992679</uri><email>redazione@bondeno.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='00799287961581839952'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9168850608546808892.post-34141955113477889</id><published>2009-10-03T17:51:00.004+02:00</published><updated>2009-10-03T19:08:01.128+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='finanza allegra'/><title type='text'>Fallimento e fuga</title><content type='html'>Per inquadrare storicamente la vicenda si rimanda al link del titolo che prosegue così:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;Giulio Riva morì in una clinica milanese a seguito di una banale operazione di appendicite. Quando passò ad altra vita il suo impero era costituito da 600 mila fusi di filatura e 150 mila di ritorcitura, perlomeno 10 mila telai e 15 mila dipendenti distribuiti su 2530 stabilimenti: decine di società commerciali e finanziarie controllate e collegate in Italia ed all'estero.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma non fu mai un industriale, un imprenditore, un manager nel senso proprio di tali termini. la sua fortuna economica gli derivò sopratttuto dalle manovre finanziarie, dalle operazioni di borsa, dove egli seppe sviluppare la sua intuizione. Senza mancare, tra l'altro, di commettere degli errori. Il più grosso fu quello di ritenere che il cotone avesse sempre un impiego prioritario. Non volle mai ascoltare chi gli diceva che il ruologuida in Italia, come in altri Paesi a grande sviluppo industriale, non sarebbe più stato dei tessili, ma della meccanica. « Macché!  diceva.  l'industria tessile, e particolarmente la cotoniera, sarà sempre il pilota dell'economia nazionale ». E così allargava sempre lo spazio del suo dominio acquistando altri stabilimenti, assorbendo altre industrie decotte, anziché ridimensionare quelle che già aveva. Un gigantesco complesso industrialefinanziario, che nel maggio 1960 venne improvvisamente a gravare sulle spalle di un inesperto venticinquenne: il figlio Felice.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“ Il Delfino del cotone “&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Giova a questo punto la presentazione del giovane Riva sino al momento della assunzione del potere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dopo le scuole medie inferiori, frequenta il collegio « Leone XIII» di Milano, scuola privata per ragazzi di famiglia ricca, e si diploma ragioniere. Ragioniere e basta: secondo la tradizione che vuole i padroni ideali delle fabbriche tessili dei « ragiunat », perché questo è il tipo di studi che più si addice per dirigere le aziende. L'esperienza insegna. (Più tardi, come ho detto, il tiglio minore Vittorio sarà anche lui un ({ ragiunat »).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Di corporatura atletica come il padre, praticava vari sports: dall 'automobilismo di competizione (dilettanti), al tennis, allo sci e soprattutto al nuoto. Il papà lo lascia divertire per qualche anno dopo il diploma. In fatto di lavoro fin qui nulla. Compiuti i 24 anni il padre gli ordina: « Tu vai a Torino e stai là al C.V.S. Prima farai un po' di pratica negli stabilimenti, poi negli uffici ». A Felice abitare a Torino non piace, ma non ha scelta. È facile capire con quale entusiasmo lavorasse e con quanta solerzia. Il primo stabilimento del suo apprendistato fu, seguendo l'antica tradizione, quello di Perosa Argentina.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ebbi più di una occasione di intrattenermi con lui. Il suo training procedeva lentamente e stancamente. Dormiva nella foresteria dello stabilimento. I suoi weekend a Milano erano sempre prolungati, intercalati da « scappate» durante la settimana. Credo non si rendesse neppure conto esatto delle proporzioni del suo potere economico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nonostante questa sua impreparazione il 18 maggio 1960, a venti giorni dalla morte di suo padre, Felice Riva entra nel Consiglio di Amministrazione che lo nomina subito Direttore Generale con pieni poteri. “Da questo momento il Consiglio di Amministrazione cessa, si può dire, di essere un organo volitivo e si limita ad approvare tutto ciò di cui viene informato quasi sempre a posteriori” : così scriveva il Curatore fallimentare nella sua relazione. Insomma Felice Riva, si può dire, non entra ma irrompe nel Consiglio di Amministrazione ed assume la direzione assoluta della società.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come dissipare una fortuna&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per rendere l'idea della leggerezza che segna fin dall'inizio la nuova gestione, è interessante riferire che uno dei primi provvedimenti fu quello di variare di fatto la ragione sociale, senza peraltro svolgere la regolare pratica presso il Tribunale, previa deliberazione dell'Assemblea&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;degli Azionisti. « Tanto è lo stesso; si chiami" Cotonificio Valle Susa", che corrisponde meglio alla sigla C.V.S., ed eliminiamo la preposizione" di " » sentenzia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Prosegue il Curatore Gambigliani Zoccoli nella sua relazione: « Viene posto in essere un massiccio programma di riammodernamento degli impianti, la cui imprudenza è stata ampiamente lumeggiata nel capitolo concernente le cause del dissesto; così viene deliberato di entrare in partecipazione in ben 34 costituende società per azioni; così vengono allontanati o si allontanano dirigenti di provata capacità per inserire giovani collaboratori, i quali, ammesso che fossero in possesso di tutte le qualità occorrenti, mancavano certamente dell'esperienza necessaria per condurre gli affari di un complesso di tanta importanza. Il 5 dicembre 1961 il ragioniere Felice Riva, ferma restando la sua qualifica di Direttore Generale, viene nominato Vice Presidente ed Amministratore Delegato e vengono rivoluzionate le cariche interne.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il 9 ottobre 1962 l'Amministratore Delegato informa il Consiglio che alla fine del 1962 il Cotonificio avrà una capacità produttiva per ogni giorno lavorativo di 85 mila chilogrammi di filati e di 150 mila metri di tessuti. L'euforia, mentre l'azienda è già avviata su una pericolosa china ».&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La storia prosegue con Felice Riva che diventa presidente del Milan, passa le vacanze sul suo yacht e nelle più esclusive località di villeggiatura e sempre meno in fabbrica: infatti è a St.Moritz nel gennaio del 1966 quando viene informato che il direttore del suo cotonificio "Valle Susa" si è sparato piuttosto che firmare altre 1580 lettere di licenziamento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Arrestato nel gennaio 1969 per bancarotta fraudolenta, il 10 marzo fugge in Libano lasciando un&lt;span style="font-style:italic;"&gt; buco&lt;/span&gt; di 14 miliardi di lire, con espatrio regolare, visto che il magistrato gli aveva restituito il passaporto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Condannato in contumacia, usufruisce poi di vari condoni e amnistie e rientra in Italia nel 1982.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma la sua appare poco più di una marachella, confrontata alla attuale situazione, come si evince da questo intervento di Luciano Gallino&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;object width="340" height="285"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/dVDJ_NCT7TA&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;color1=0xcc2550&amp;color2=0xe87a9f&amp;border=1"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/dVDJ_NCT7TA&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;color1=0xcc2550&amp;color2=0xe87a9f&amp;border=1" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="340" height="285"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9168850608546808892-34141955113477889?l=blog.nostalgiadei60.net' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.alpcub.com/dceredi.htm' title='Fallimento e fuga'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9168850608546808892/34141955113477889/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://blog.nostalgiadei60.net/2009/10/fallimento-e-fuga.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9168850608546808892/posts/default/34141955113477889'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9168850608546808892/posts/default/34141955113477889'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://blog.nostalgiadei60.net/2009/10/fallimento-e-fuga.html' title='Fallimento e fuga'/><author><name>bondenocom</name><uri>http://www.blogger.com/profile/18436688275305992679</uri><email>redazione@bondeno.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='00799287961581839952'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9168850608546808892.post-5521791145785194159</id><published>2009-09-27T10:34:00.005+02:00</published><updated>2009-09-27T11:01:34.101+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='libertà'/><title type='text'>L'isola delle rose</title><content type='html'>&lt;object width="340" height="285"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/a0152RSo0Zc&amp;amp;hl=it&amp;amp;fs=1&amp;amp;border=1"&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/a0152RSo0Zc&amp;amp;hl=it&amp;amp;fs=1&amp;amp;border=1" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="340" height="285"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Stanco della burocrazia e amante della libertà, l´ingegnere&lt;br /&gt;bolognese pensò di realizzare agli inizi degli anni Cinquanta &lt;b&gt;uno&lt;br /&gt;stato autonomo&lt;/b&gt; dalla legislazione italiana, una sorta di S. Marino&lt;br /&gt;o Città del Vaticano, &lt;b&gt;galleggiante e con una propria lingua&lt;/b&gt;. I&lt;br /&gt;lavori per la realizzazione di questa isola, che sarebbe sorta nelle &lt;b&gt;acque&lt;br /&gt;internazionali in direzione del porto di Rimini&lt;/b&gt;,&lt;br /&gt;cominciarono a metà degli anni Sessanta. Le attività di allestimento&lt;br /&gt;della struttura furono ostacolate dalle difficili condizioni di operare&lt;br /&gt;in mare aperto; nonostante tutto, il &lt;b&gt;1 maggio 1968&lt;/b&gt;, l´ingegner&lt;br /&gt;Rosa potè brindare al suo &lt;b&gt;nuovo stato libero: l´Isola delle Rose&lt;/b&gt;.&lt;br /&gt;Nel giugno dello stesso anno, però, Rosa e tutte le persone che avevano&lt;br /&gt;contribuito alla realizzazione dello stato galleggiante si videro&lt;br /&gt;distruggere il sogno divenuto realtà.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://blog.nostalgiadei60.net/uploaded_images/isola-701930.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 237px;" src="http://blog.nostalgiadei60.net/uploaded_images/isola-701927.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;b&gt;Una lunga intervista all´ing. Giorgio Rosa, una carrellata di&lt;br /&gt;fotografie inedite &lt;/b&gt;scattate durante gli anni di realizzazione del&lt;br /&gt;progetto, una &lt;b&gt;serie di contenuti extra&lt;/b&gt; con altre curiosità e il&lt;br /&gt;&lt;b&gt;memoriale&lt;/b&gt; scritto dallo stesso Rosa, rendono il dvd "&lt;b&gt;L´Isola&lt;br /&gt;delle Rose" l´unico documento fino ad oggi prodotto&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;che descrive minuziosamente la nascita e la distruzione di questa&lt;br /&gt;bizzarra impresa, realizzata grazie alla tenacia ed alla volontà di&lt;br /&gt;credere nei sogni e nella libertà.  &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://blog.nostalgiadei60.net/uploaded_images/libro-731664.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 285px; height: 400px;" src="http://blog.nostalgiadei60.net/uploaded_images/libro-731661.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9168850608546808892-5521791145785194159?l=blog.nostalgiadei60.net' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.persianieditore.com' title='L&apos;isola delle rose'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9168850608546808892/5521791145785194159/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://blog.nostalgiadei60.net/2009/09/lisola-delle-rose.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9168850608546808892/posts/default/5521791145785194159'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9168850608546808892/posts/default/5521791145785194159'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://blog.nostalgiadei60.net/2009/09/lisola-delle-rose.html' title='L&apos;isola delle rose'/><author><name>bondenocom</name><uri>http://www.blogger.com/profile/18436688275305992679</uri><email>redazione@bondeno.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='00799287961581839952'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9168850608546808892.post-8164673103639959915</id><published>2009-09-08T17:51:00.003+02:00</published><updated>2009-09-08T18:34:01.883+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='feuilleton'/><title type='text'>Fotoromanzi</title><content type='html'>Negli anni 60 nascono tante nuove testate prestigiose alla Lancio: Letizia, Charme, Marina, Jacques Douglas, Lucky Martin, ecc., la Lancio addirittura vola a Parigi e a New York per realizzare alcune delle sue più famose produzioni. E' a questa casa editrice soprattutto che si deve la qualità di questo genere che ha appassionato milioni di lettori in tutto il mondo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Lancio nasce nel 1936 dall'indimenticabile Arturo Mercurio come società di pubblicità, da qui il nome Lancio (da lancio pubblicitario).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sono solo canzonette canta Edoardo Bennato, ma la "canzonetta" piace a moltissimi e non può essere considerata un sottoprodotto culturale; la stessa cosa vale per i fotoromanzi, una lettura per lungo tempo considerata minore, in passato anche immorale e inadatta alle adolescenti dai cosiddetti benpensanti (gente che probabilmente non aveva sfogliato un solo fotoromanzo della Lancio), ma che ha acquistato una diffusione tale da non dover essere sottovalutata, un vero fenomeno culturale del ventesimo secolo che raggiungerà il suo apice negli anni '70.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;object width="320" height="266" class="BLOG_video_class" id="BLOG_video-5dcaa864c48cee46" classid="clsid:D27CDB6E-AE6D-11cf-96B8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.blogger.com/img/videoplayer.swf?videoUrl=http%3A%2F%2Fv5.nonxt8.googlevideo.com%2Fvideoplayback%3Fid%3D5dcaa864c48cee46%26itag%3D5%26begin%3D0%26len%3D86400000%26app%3Dblogger%26et%3Dplay%26el%3DEMBEDDED%26ip%3D0.0.0.0%26ipbits%3D0%26expire%3D1269349260%26sparams%3Did%252Citag%252Cip%252Cipbits%252Cexpire%26signature%3D3EBF7E19DD07717A40F21016525C3D7339E5EB9A.5E9A9CBE709B01DE6FD82D3BECC6EAB4034E92DF%26key%3Dck1&amp;amp;nogvlm=1&amp;amp;thumbnailUrl=http%3A%2F%2Fvideo.google.com%2FThumbnailServer2%3Fapp%3Dblogger%26contentid%3D5dcaa864c48cee46%26offsetms%3D5000%26itag%3Dw320%26sigh%3DOM6Yve5rv9mR16cD0JZvB00bHnU&amp;amp;messagesUrl=video.google.com%2FFlashUiStrings.xlb%3Fframe%3Dflashstrings%26hl%3Den"&gt;&lt;param name="bgcolor" 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src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9168850608546808892-8164673103639959915?l=blog.nostalgiadei60.net' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.fotoromanzi-topilio.it/' title='Fotoromanzi'/><link rel='enclosure' type='video/mp4' href='http://www.blogger.com/video-play.mp4?contentId=5dcaa864c48cee46&amp;type=video%2Fmp4' length='0'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9168850608546808892/8164673103639959915/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://blog.nostalgiadei60.net/2009/09/fotoromanzi.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9168850608546808892/posts/default/8164673103639959915'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9168850608546808892/posts/default/8164673103639959915'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://blog.nostalgiadei60.net/2009/09/fotoromanzi.html' title='Fotoromanzi'/><author><name>bondenocom</name><uri>http://www.blogger.com/profile/18436688275305992679</uri><email>redazione@bondeno.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='00799287961581839952'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9168850608546808892.post-5043316227636885760</id><published>2009-09-08T12:03:00.004+02:00</published><updated>2009-09-08T13:23:11.388+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Malaguti'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Mongini'/><title type='text'>Fantascienza</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://blog.nostalgiadei60.net/uploaded_images/mongini-749730.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 320px; height: 158px;" src="http://blog.nostalgiadei60.net/uploaded_images/mongini-749713.jpg" alt="" border="0"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Abbiamo già parlato in un precedente post di fantascienza scritta, qui parliamo di fantascienza filmata negli anni '60 utilizzando la "Storia del cinema di fantascienza" di Claudia e Giovanni Mongini, uno dei maggiori esperti italiani del genere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tra gli innumerevoli film del decennio, citiamo solo quelli autoriali:&lt;br /&gt;-La piccola bottega degli orrori, dall'omonima piéce teatrale;&lt;br /&gt;- Gli uccelli di A.Hitchcock (1963);&lt;br /&gt;- Il dr.Stranamore di S.Kubrick (1964);&lt;br /&gt;-Agente Lemmy Caution, missione Alphaville di J.L.Godard (1965);&lt;br /&gt;- Fahreneit 451, di F.Truffaut (1966);&lt;br /&gt;-2001, odissea nello spazio di S.Kubrick (1968);&lt;br /&gt;- Barbarella di R.Vadim (1968);&lt;br /&gt;- Il pianeta delle scimmie di F.Schaffner(1968).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come si vede il 1968 è stato anche un anno denso per il genere e non si deve dimenticare la serie televisiva &lt;a href="http://www.delosstore.it/librinuovi/scheda.php?id=30720"&gt;Star Trek &lt;/a&gt;che ha visto i suoi esordi nel 1966.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;object width="320" height="266" class="BLOG_video_class" id="BLOG_video-e88dc72b3059567f" classid="clsid:D27CDB6E-AE6D-11cf-96B8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"&gt;&lt;param name="movie" 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/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.fantascienza.com/magazine/delos/' title='Fantascienza'/><link rel='enclosure' type='video/mp4' href='http://www.blogger.com/video-play.mp4?contentId=e88dc72b3059567f&amp;type=video%2Fmp4' length='0'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9168850608546808892/5043316227636885760/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://blog.nostalgiadei60.net/2009/09/fantascienza.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9168850608546808892/posts/default/5043316227636885760'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9168850608546808892/posts/default/5043316227636885760'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://blog.nostalgiadei60.net/2009/09/fantascienza.html' title='Fantascienza'/><author><name>bondenocom</name><uri>http://www.blogger.com/profile/18436688275305992679</uri><email>redazione@bondeno.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='00799287961581839952'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9168850608546808892.post-8755671212766791150</id><published>2009-09-07T16:50:00.005+02:00</published><updated>2009-09-07T17:19:36.528+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='luna'/><title type='text'>Missione Apollo</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://blog.nostalgiadei60.net/uploaded_images/luna1-795708.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 279px;" src="http://blog.nostalgiadei60.net/uploaded_images/luna1-795694.jpg" alt="" border="0"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In occasione del quarantennale ci sono state molte trasmissioni rievocative dello "sbarco" sulla Luna, ma proprio su Internet, trovate molte domande in proposito; addirittura un film ipotizzava che il tutto fosse stato ricostruito in studio.&lt;br /&gt;Contro questa ipotesi c'è il fatto che i russi avevano una loro sonda in orbita nello stesso momento e non hanno smentito la notizia, anche se questo non è probante.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vero è che le foto diffuse dalla Nasa sono state &lt;a href="http://www.indicius.it/archivio/nasa_1.htm"&gt;ampiamente ritoccate&lt;/a&gt;, così come il filmato di cui è stata fatta di recente una nuova versione a colori, essendo misteriosamente "sparito" l'originale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non mancano poi le tesi &lt;span style="font-style: italic;"&gt;ufologiche&lt;/span&gt; che attribuiscono la non prosecuzione dei voli proprio alla &lt;a href="http://mysterium.blogosfere.it/2008/03/la-missione-apollo-11-fu-veramente-un-falso.html"&gt;presenza di alieni sulla Luna&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Comunque sia, ufficialmente per mancanza di fondi, il programma lunare fu abbandonato nel 1972 dagli USA e l'URSS continuò per un po' col "carotaggio" del suolo lunare, per poi dedicarsi alla tecnologia delle stazioni spaziali orbitanti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;object width="320" height="266" class="BLOG_video_class" id="BLOG_video-52687d5aec36db69" classid="clsid:D27CDB6E-AE6D-11cf-96B8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"&gt;&lt;param name="movie" 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/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://complottilunari.blogspot.com/2009/02/perche-non-si-parla-mai-delle-missioni.html' title='Missione Apollo'/><link rel='enclosure' type='video/mp4' href='http://www.blogger.com/video-play.mp4?contentId=52687d5aec36db69&amp;type=video%2Fmp4' length='0'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9168850608546808892/8755671212766791150/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://blog.nostalgiadei60.net/2009/09/missione-apollo.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9168850608546808892/posts/default/8755671212766791150'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9168850608546808892/posts/default/8755671212766791150'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://blog.nostalgiadei60.net/2009/09/missione-apollo.html' title='Missione Apollo'/><author><name>bondenocom</name><uri>http://www.blogger.com/profile/18436688275305992679</uri><email>redazione@bondeno.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='00799287961581839952'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9168850608546808892.post-6389959039540792983</id><published>2009-08-27T10:03:00.004+02:00</published><updated>2009-09-08T13:22:20.403+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='potere'/><title type='text'>Fabrizio De André</title><content type='html'>&lt;object width="340" height="285"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/7zHHoKM1JeQ&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;border=1"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/7zHHoKM1JeQ&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;border=1" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="340" height="285"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;L'album del debutto è Tutto Fabrizio De André (1966, ristampato due anni dopo con il titolo di La canzone di Marinella sotto un'altra etichetta e riportando una diversa copertina), una raccolta di alcune delle canzoni che sino ad allora erano state edite solo in 45 giri, seguita da Volume I (1967), Tutti morimmo a stento (1968), Volume III (1968), Nuvole barocche (1969); quest'ultimo è la raccolta dei 45 giri del periodo Karim esclusi da Tutto Fabrizio De André&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Curioso come siano numerosi in questa voce di Wikipedia le annotazioni "senza fonte", riservate di solito a quanto non "organico".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;Fabrizio De Andrè, come ha colto Aldo Grasso, non a caso ligure anch’egli, sul Corriere della Sera, è stato il cantore della Morte. Della morte e anche dell’amore ma solo in quanto conduce a morte. De Andrè era affascinato, attratto ossessionato dal fantasma, sempre presente della morte e la “Nobile Signora” è protagonista in quasi tutte le sue canzoni, specialmente quelle del periodo giovanile: da “Inverno” (“Sale la nebbia dai camposanti”) a Marinella (lei scivolata nel fiume), alla “Ballata del Michè” (lui si è impiccato) a “Geordie” (sarà impiccato) a “Leggenda a Natale” (lui la seduce e lei ne muore) a “La ballata dell’amore cieco” (lui si uccide per lei, indifferente) a “La canzone dell’amore perduto” (“Ma più del tempo che non ha età siamo noi che ce ne andiamo”) a “La città vecchia” (“Ci sarà allegria anche in agonia col vino forte, porterà sul viso l’ombra di un sorriso anche fra le braccia della morte”) a “Si chiamava Gesù” (per la morte, senza resurrezione, di Cristo) a “La guerra di Piero” (“Ninetta mia crepare di maggio ci vuole tanto, troppo coraggio, Ninetta bella diritto all’inferno avrei preferito andarci d’inverno”) a “La ballata dell’eroe” (che è morto inutilmente) a “Fila la lana” (lui non tornerà dalla Crociata) a “Il re fa rullare i tamburi” (“La Regina ha raccolto dei fiori, la Regina ha raccolto dei fiori e il profumo di quei fiori ha ucciso la marchesa”) a “Caro amore” (“e il sole e il vento e i verdi anni si rincorrono cantando verso il novembre cui ci stan portando”) a “Delitto di paese”, a “Preghiera in gennaio” (per Tenco suicida e per tutti quelli che si son tolti la vita “perché dei suicidi non hanno pietà”) a “La morte”.&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Massimo Fini&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9168850608546808892-6389959039540792983?l=blog.nostalgiadei60.net' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://it.wikipedia.org/wiki/Fabrizio_De_Andr%C3%A9' title='Fabrizio De André'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9168850608546808892/6389959039540792983/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://blog.nostalgiadei60.net/2009/08/fabrizio-de-andre.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9168850608546808892/posts/default/6389959039540792983'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9168850608546808892/posts/default/6389959039540792983'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://blog.nostalgiadei60.net/2009/08/fabrizio-de-andre.html' title='Fabrizio De André'/><author><name>bondenocom</name><uri>http://www.blogger.com/profile/18436688275305992679</uri><email>redazione@bondeno.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='00799287961581839952'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9168850608546808892.post-7063515673171457653</id><published>2009-08-27T08:24:00.004+02:00</published><updated>2009-08-27T09:28:18.117+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='rivolte'/><title type='text'>Battipaglia</title><content type='html'>La rivolta popolare del 1969 &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;Il 9 aprile del 1969 si ebbero gravi incidenti a Battipaglia, al diffondersi della notizia della decisione di chiudere due aziende storiche come la manifattura dei tabacchi e lo zuccherificio. Per la città è una tragedia, dal momento che metà della popolazione vive su queste due fabbriche, sulle coltivazioni e sull'indotto. La chiusura di queste aziende significherebbe quindi disoccupazione e miseria. Vengono indette manifestazioni di protesta e cortei, e lo scontro con le forze dell'ordine è drammatico. L'assedio dei dimostranti diventa un attacco, e la polizia perde la testa e spara sulla folla uccidendo due persone: Carmine Citro, operaio tipografo di 19 anni, e Teresa Ricciardi, insegnante in una scuola media di Eboli, che viene raggiunta al petto da una pallottola mentre è affacciata alla finestra di casa sua. Le cariche della polizia si susseguono per tutto il pomeriggio, ed in tutto si contano 200 feriti (di cui 100 da arma da fuoco) fra i dimostranti, e 100 tra i membri delle forze dell'ordine. Il giorno seguente la gente scende in piazza inferocita, blocca ferrovie, strade e autostrade, dalle 17 alle 22 la città è in mano a tremila dimostranti, che devastano la stazione, incendiano il municipio, danno fuoco a duecento auto e poi assediano il commissariato di polizia e la caserma dei carabinieri. A Roma arriva invece la notizia che ci sono stati cinquanta morti e, temendo una insurrezione generale, viene subito trovato un accordo per la riapertura delle due aziende.&lt;br /&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da altre fonti risulta che Citro era studente-operaio e la Ricciardi aveva 26 anni; i poliziotti erano fuggiti aprendosi un varco verso i campi nei muri delle cantine della caserma e che i carabinieri furono accolti con applausi la mattina del 10.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da leggere, per capire l'ambiente, "Cristo si è fermato a Eboli" (di cui Battipaglia era una frazione), di &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Carlo_Levi"&gt;Carlo Levi&lt;/a&gt;, pubblicato nel 1945 da Einaudi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il documentario di Virgilio Sabel, del 1958, può essere richiesto a &lt;a href="http://www.teche.rai.it/"&gt;Teche Rai&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;object width="320" height="266" class="BLOG_video_class" id="BLOG_video-c2f3d981f160f1d0" classid="clsid:D27CDB6E-AE6D-11cf-96B8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.blogger.com/img/videoplayer.swf?videoUrl=http%3A%2F%2Fv20.nonxt7.googlevideo.com%2Fvideoplayback%3Fid%3Dc2f3d981f160f1d0%26itag%3D5%26begin%3D0%26len%3D86400000%26app%3Dblogger%26et%3Dplay%26el%3DEMBEDDED%26ip%3D0.0.0.0%26ipbits%3D0%26expire%3D1269349260%26sparams%3Did%252Citag%252Cip%252Cipbits%252Cexpire%26signature%3D70D492EE81D2A4DA6680C698703BE04B05D6C5B1.4A3ACC818705F30F301128C4EFDA97A1F37A39CA%26key%3Dck1&amp;amp;nogvlm=1&amp;amp;thumbnailUrl=http%3A%2F%2Fvideo.google.com%2FThumbnailServer2%3Fapp%3Dblogger%26contentid%3Dc2f3d981f160f1d0%26offsetms%3D5000%26itag%3Dw320%26sigh%3DcVcUWXRHH3ZdTxFarRhYcSzCtuY&amp;amp;messagesUrl=video.google.com%2FFlashUiStrings.xlb%3Fframe%3Dflashstrings%26hl%3Den"&gt;&lt;param name="bgcolor" value="#FFFFFF"&gt;&lt;embed width="320" height="266" 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/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://it.wikipedia.org/wiki/Battipaglia' title='Battipaglia'/><link rel='enclosure' type='video/mp4' href='http://www.blogger.com/video-play.mp4?contentId=c2f3d981f160f1d0&amp;type=video%2Fmp4' length='0'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9168850608546808892/7063515673171457653/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://blog.nostalgiadei60.net/2009/08/battipaglia.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9168850608546808892/posts/default/7063515673171457653'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9168850608546808892/posts/default/7063515673171457653'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://blog.nostalgiadei60.net/2009/08/battipaglia.html' title='Battipaglia'/><author><name>bondenocom</name><uri>http://www.blogger.com/profile/18436688275305992679</uri><email>redazione@bondeno.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='00799287961581839952'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9168850608546808892.post-7947624268676978952</id><published>2009-08-24T12:04:00.005+02:00</published><updated>2009-08-27T09:53:17.941+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='paura'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='libertà'/><title type='text'>La nuova Hollywood</title><content type='html'>E' stata un periodo breve (dal 1967 al 1975 circa) in cui la logica delle majors che puntavano tutto sugli attori e/o sui kolossal da botteghino è entrata in crisi e si sono fatti film "minimalisti" con attori allora giovani e sconosciuti e puntando sui registi (come in Europa) e su temi giovanili.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Al link del titolo trovate le principali novità in tema di rinnovamento dei generi e dei caratteri dei personaggi, oltre ad una filmografia minima&lt;br /&gt;.&lt;br /&gt;Tutti film meritevoli di essere visti, tra i quali spicca, nel 1969, &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Easy_Rider"&gt;Easy Rider&lt;/a&gt; un vero cult che ha in sé diversi archetipi:&lt;br /&gt;-il mito del viaggio (&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sulla_strada"&gt;Sulla strada&lt;/a&gt; di&lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=kOMyzslIP-o"&gt; J.Kerouac,&lt;/a&gt; manifesto della beat generation);(1)&lt;br /&gt;-il mito della California, contrapposto alla mentalità rurale dell'interno degli USA;&lt;br /&gt;-il mito della motocicletta (ma quel particolare tipo di moto/chopper da contrapporsi a quella dei bulli alla Marlon Brando) come simbolo di libertà;&lt;br /&gt;-e, ovviamente, spinelli a volontà (oggi non sarebbe considerato "politically correct).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;object width="340" height="285"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/K3yRwGxwyJo&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;color1=0x402061&amp;color2=0x9461ca&amp;border=1"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/K3yRwGxwyJo&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;color1=0x402061&amp;color2=0x9461ca&amp;border=1" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="340" height="285"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;E' difficile essere liberi quando ti comprano e ti vendono al mercato&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1) Muore il 18 agosto 2009 Fernanda Pivano, massima divulgatrice in Italia della &lt;a href="http://digilander.libero.it/laBeatGeneration/"&gt;beat generation&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9168850608546808892-7947624268676978952?l=blog.nostalgiadei60.net' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://it.wikipedia.org/wiki/New_Hollywood' title='La nuova Hollywood'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9168850608546808892/7947624268676978952/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://blog.nostalgiadei60.net/2009/08/la-nuova-hollywood.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9168850608546808892/posts/default/7947624268676978952'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9168850608546808892/posts/default/7947624268676978952'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://blog.nostalgiadei60.net/2009/08/la-nuova-hollywood.html' title='La nuova Hollywood'/><author><name>bondenocom</name><uri>http://www.blogger.com/profile/18436688275305992679</uri><email>redazione@bondeno.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='00799287961581839952'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry></feed>