Stanco della burocrazia e amante della libertà, l´ingegnere bolognese pensò di realizzare agli inizi degli anni Cinquanta uno stato autonomo dalla legislazione italiana, una sorta di S. Marino o Città del Vaticano, galleggiante e con una propria lingua. I lavori per la realizzazione di questa isola, che sarebbe sorta nelle acque internazionali in direzione del porto di Rimini, cominciarono a metà degli anni Sessanta. Le attività di allestimento della struttura furono ostacolate dalle difficili condizioni di operare in mare aperto; nonostante tutto, il 1 maggio 1968, l´ingegner Rosa potè brindare al suo nuovo stato libero: l´Isola delle Rose. Nel giugno dello stesso anno, però, Rosa e tutte le persone che avevano contribuito alla realizzazione dello stato galleggiante si videro distruggere il sogno divenuto realtà.
Una lunga intervista all´ing. Giorgio Rosa, una carrellata di fotografie inedite scattate durante gli anni di realizzazione del progetto, una serie di contenuti extra con altre curiosità e il memoriale scritto dallo stesso Rosa, rendono il dvd "L´Isola delle Rose" l´unico documento fino ad oggi prodotto che descrive minuziosamente la nascita e la distruzione di questa bizzarra impresa, realizzata grazie alla tenacia ed alla volontà di credere nei sogni e nella libertà.
Negli anni 60 nascono tante nuove testate prestigiose alla Lancio: Letizia, Charme, Marina, Jacques Douglas, Lucky Martin, ecc., la Lancio addirittura vola a Parigi e a New York per realizzare alcune delle sue più famose produzioni. E' a questa casa editrice soprattutto che si deve la qualità di questo genere che ha appassionato milioni di lettori in tutto il mondo.
La Lancio nasce nel 1936 dall'indimenticabile Arturo Mercurio come società di pubblicità, da qui il nome Lancio (da lancio pubblicitario).
Sono solo canzonette canta Edoardo Bennato, ma la "canzonetta" piace a moltissimi e non può essere considerata un sottoprodotto culturale; la stessa cosa vale per i fotoromanzi, una lettura per lungo tempo considerata minore, in passato anche immorale e inadatta alle adolescenti dai cosiddetti benpensanti (gente che probabilmente non aveva sfogliato un solo fotoromanzo della Lancio), ma che ha acquistato una diffusione tale da non dover essere sottovalutata, un vero fenomeno culturale del ventesimo secolo che raggiungerà il suo apice negli anni '70.
Abbiamo già parlato in un precedente post di fantascienza scritta, qui parliamo di fantascienza filmata negli anni '60 utilizzando la "Storia del cinema di fantascienza" di Claudia e Giovanni Mongini, uno dei maggiori esperti italiani del genere.
Tra gli innumerevoli film del decennio, citiamo solo quelli autoriali: -La piccola bottega degli orrori, dall'omonima piéce teatrale; - Gli uccelli di A.Hitchcock (1963); - Il dr.Stranamore di S.Kubrick (1964); -Agente Lemmy Caution, missione Alphaville di J.L.Godard (1965); - Fahreneit 451, di F.Truffaut (1966); -2001, odissea nello spazio di S.Kubrick (1968); - Barbarella di R.Vadim (1968); - Il pianeta delle scimmie di F.Schaffner(1968).
Come si vede il 1968 è stato anche un anno denso per il genere e non si deve dimenticare la serie televisiva Star Trek che ha visto i suoi esordi nel 1966.
In occasione del quarantennale ci sono state molte trasmissioni rievocative dello "sbarco" sulla Luna, ma proprio su Internet, trovate molte domande in proposito; addirittura un film ipotizzava che il tutto fosse stato ricostruito in studio. Contro questa ipotesi c'è il fatto che i russi avevano una loro sonda in orbita nello stesso momento e non hanno smentito la notizia, anche se questo non è probante.
Vero è che le foto diffuse dalla Nasa sono state ampiamente ritoccate, così come il filmato di cui è stata fatta di recente una nuova versione a colori, essendo misteriosamente "sparito" l'originale.
Non mancano poi le tesi ufologiche che attribuiscono la non prosecuzione dei voli proprio alla presenza di alieni sulla Luna.
Comunque sia, ufficialmente per mancanza di fondi, il programma lunare fu abbandonato nel 1972 dagli USA e l'URSS continuò per un po' col "carotaggio" del suolo lunare, per poi dedicarsi alla tecnologia delle stazioni spaziali orbitanti.